Quest’anno, per la prima volta, i Sacramenti della Cresima e della Comunione saranno amministrati nella medesima celebrazione Eucaristica ai ragazzi di quinta elementare (anche se in due momenti distinti: un piccolo gruppo nella solenne veglia pasquale del sabato santo; gli altri domenica 23 alle 15.30.) Dopo cinque anni di preparazione, il primo con me e solo per genitori, gli altri quattro con i ragazzi guidati dalle Catechiste e i genitori dagli Accompagnatori, questi 95 ragazzi sono arrivati non alla meta (fatta la Cresima, tutto finito!) ma al punto di partenza per una nuova tappa, chiamata Tempo della fraternità, che avremo modo di spiegare in seguito.

Ci auguriamo davvero che nessuno di questi ragazzi si fermi dopo la quinta: sarebbe segno di una immaturità loro e delle famiglie; segno che rientrerebbe nel (purtroppo) comune modo di pensare che, ricevuti i primi sacramenti, poi si può andare “in vacanza” fino al matrimonio (forse religioso e forse no).
Tutti vogliamo impegnarci perché il cammino di questi anni continui con ancora maggiore desiderio di conoscere il Signore, di sentirsi membri di una comunità, di vivere la liturgia e la carità con una consapevolezza e un impegno sempre più grandi.
Già un bel gruppo di genitori ha chiesto di continuare a trovarsi, e vedremo insieme i tempi, gli argomenti e le modalità.
È un bel segno per tutta la comunità.
E pensando che ogni anno, dopo la quinta, un gruppo di genitori avrà il desiderio di continuare, ci consola delle fatiche ed energie spese con gioia negli incontri mensili, nelle celebrazioni, nei riti e in altri momenti ancora.
La nostra parrocchia è grande: ci sono tante chiese e tante Messe. Non è facile fare comunità e non tutti riescono a percepire il cammino che viene fatto, ma un po’ alla volta questa nuova impostazione della catechesi, della Iniziazione Cristiana, troverà spazio nei cuori e nelle menti di tante persone.
Non ci resta che pregare per questi ragazzi e le loro famiglie.
Non ci resta che continuare a vivere intensamente l’ultimo periodo della Quaresima. per poi immergerci nella settimana santa e, in particolare, nel Triduo Pasquale che ci farà rivivere, rendendoli presenti e vivi, i momenti più importanti degli ultimi giorni della vita che Gesù ha consegnato per la nostra salvezza, per continuare la nostra esistenza sostenuti dalla sua forza, dalla sua grazia, dalla sua misericordia. Saranno giorni in cui non potremo non vivere la fraternità, in tutti i sensi, con la speranza e la fiducia che ognuno faccia un passo in più in questa direzione con disponibilità e qualche azione a beneficio della comunità.E diventi attuale la preghiera colletta del mercoledì della terza settimana di quaresima: “Concedi, Signore, che i tuoi fedeli, formati nell’impegno delle buone opere e nell’ascolto della tua parola, ti servano con generosa dedizione liberi da ogni egoismo, e nella comune preghiera a te, nostro Padre, si riconoscano fratelli”.
Ricordiamo i tanti anziani e ammalati che non possono partecipare.
Ricordiamo coloro che per il momento fanno fatica a partecipare.
Preghiamo tanto per quelli che non vogliono partecipare.
Non ci sentiremo più bravi, ma solo “privilegiati” per aver ricevuto e coltivato il prezioso dono della fede Auguri di cuore a tutti vostro don Remigio


"niente paura"


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