Anche quest’anno centinaia di persone si sono avvicendate per la recita del Rosario presso i capitelli (o qualche famiglia). Ho già espresso alcuni pensieri anni fa.
Presso alcuni capitelli si notano ancora bambini (e pochissimi giovani).
È commovente vederli e sentirli partecipi, desiderosi di pregare, di leggere le introduzioni ai misteri, di cantare.
E poi? Tutti siamo convinti che “fare esperienza” è fondamentale per la maturazione della fede.
Ma una domanda torna con sempre maggiore forza: “dove sono i bambini che 7-9-11-13-15 … anni fa si alternavano per recitare le Ave Maria?” Cosa manca? Non ho risposte! Vi invito a riflettere.

Mi chiedo se siano gli impegni di studio o di lavoro a trattenere a casa sui libri tutti questi ex bambini. D’altra parte vedo che in tantissime occasioni questi impegni non esistono.
O forse la preghiera del rosario è difficile? Sì! È facile dire Ave Maria, ma è difficile “contemplare” il mistero che si sta meditando, fermarsi su di esso e applicarlo alla nostra vita.
Oppure la crescita porta alla convinzione che il Rosario è preghiera adatta ai bambini, alle donne, a qualche uomo, agli anziani, prima di un funerale? Forse ci rendiamo conto che non è tanto il Rosario un problema, quanto, più globalmente, la crescita nella fede alle diverse età e sotto diverse forme.
Siano fin d’ora benedetti coloro che, pensando e pregando, sapranno individuare vie nuove per aiutare le giovani generazioni e le loro famiglie a trovare sia più tempo sia modi nuovi per un cammino di fede che sia comprensivo anche della figura di Maria.
Intanto auguro a tutti di trovare ogni giorno un po’ di tempo per vacare Deo (termine tecnico latino che significa fare spazio al Signore).
Ma occorre fare spazio anche alle persone, trovare il tempo per, dedicarsi a, prendersi cura di… Sono altre traduzioni corrette del verbo vacare.
Sappiamo o vogliamo veramente fare spazio a qualcosa di positivo che lasci un segno, che lanci un messaggio? Consapevoli, come dice S. Giovanni, che non può dire di amare Dio che non si vede chi non ama il prossimo che vede? Basta un po’ di disponibilità e di fantasia per trovare il modo più “vicino” alla nostra sensibilità, al tempo che abbiamo, alle necessità degli altri.
Buone vacanze per gli alunni. Buon riposo per le famiglie che prima o poi troveranno qualche momento e qualche giorno per fare spazio a … Vangelo? Prossimo? Qualche decina del Rosario …? Con affetto, vostro don Remigio

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