Sabato 7 ottobre.
Ho deposto le chiavi della canonica della Natività di Padova e non ho ancora tra le mani quelle di Cittadella. Mi ritrovo “senza casa” ed è difficile esprimere le sensazioni che provo.
Le lacrime scendono dagli occhi: sono lacrime di smarrimento ma anche di gratitudine e di guarigione.
Dopo alcuni momenti di disorientamento, riscopro nel mio cuore la pace e l’entusiasmo dei primi anni di prete, insieme al desiderio di continuare a essere alla sequela di quel Dio che si è fatto pellegrino sulle strade degli uomini senza avere un luogo dove posare il capo, senza una casa e un letto.

Un Dio libero e liberatore che abita i nostri luoghi sacri e allo stesso tempo non disdegna il camminare lungo le vie di uomini e donne d’ogni tempo. Un Dio che si è fatto pellegrino.
Carissimi fratelli e sorelle, vengo a voi con quest’unico desiderio: camminare insieme alla sequela di Gesù. Perché Gesù è vivo.
Vengo con il cuore libero e senza chiavi. Eppure don Remigio me ne consegnerà molte.
Nei secoli la Comunità cristiana di Cittadella ha costruito luoghi preziosi per incontrare il Signore e crescere tra fratelli: innanzitutto il Duomo, dove Gesù si fa pane e ci regala la sua Parola sempre vergine e feconda; il patronato Pio X, luogo di crescita e di confronto; il Coston, polmone spirituale della Comunità; la sede scout; il centro san Giuseppe; la scuola dell’infanzia e la canonica, ora adibita a oasi di carità.
Luoghi preziosi che don Remigio in ventidue anni ha custodito e valorizzato con tanta dedizione.
Lo Spirito Santo ci faccia dono della comunione ecclesiale affinché, con l’esempio e la testimonianza, la nostra parrocchia possa essere sempre più missionaria. Sembra un paradosso, ma le strutture costruite nei secoli ci aiutano a essere liberi nello spirito, testimoni di carità, missionari gioiosi e coraggiosi discepoli di Gesù che si dona, serve, incontra, ascolta, libera, guarisce e salva. Affinché ogni angolo di Cittadella possa respirare il profumo della presenza di Gesù, la forza dello Spirito e l’amore paterno del Padre. Dai luoghi di lavoro a quelli di divertimento, dalle sedi della politica a quelle della cultura, dalle scuole alle case di riposo, dai santuari della malattia e della sofferenza a ogni casa e famiglia.
In qualunque posto è presente il Dio della vita. Noi cristiani siamo chiamati a scoprirlo e annunciarne con gioia la presenza.
Sono felice di condividere questa missione con don Davide e don Roberto, con don Remigio e con il vescovo Antonio, con i cappellani dell’ospedale, con i religiosi, le religiose e i tanti laici appassionati.
Senza una casa mi sono sentito a casa nell’universo e ho provato una gratitudine straordinaria.
Ho benedetto il Signore per il creato, la natura, gli animali, le albe e i tramonti.
Ho benedetto il Signore per il dono della vita e della fede.
Ho benedetto il Signore per il dono dei sacramenti.
Ho benedetto il Signore per tutte le persone che a Cittadella dedicano energie e risorse per la vita della Comunità.
Ho benedetto il Signore per quanti testimoniano ogni giorno la fedeltà al Vangelo, non con parole ma con gesti semplici e quotidiani.
Con don Davide e don Roberto abbiamo deciso di ritrovarci tutte le mattine alle otto in Duomo per lodare e benedire il Signore a nome dei cittadellesi e in comunione con tutta la Chiesa. Ci sembra questa la nostra prima missione: lodare e benedire il Signore per imparare a benedire ogni uomo e ogni donna. Chiunque potrà unirsi a noi nella preghiera della Lodi. Con la preghiera di intercessione della chiesa affideremo al Signore anche tutte le persone che si sentono smarrite, deboli, confuse, arrabbiate e affaticate.
Chiederemo per tutti i discepoli di Gesù il dono di una fede retta, di una speranza certa e una carità perfetta.
Pregheremo in particolare per tutti gli uomini e le donne di Cittadella che si sentono lontani dalla chiesa e dalla fede e per tutti coloro che non credono in Dio.
Maria, Regina del Carmine, assieme ai santi Prosdocimo, Donato e Pio X, continuino a proteggere la nostra Comunità con la loro intercessione.
Don Luca Moretti


"niente paura"


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