Solitamente quando un parroco entra in una parrocchia i volti che conosce sono quelli delle comunità dove è stato e quelli che non conosce sono quelli della nuova Parrocchia.
Oggi faccio un po’ di confusione perché molti volti di Cittadella già li conosco in quanto più o meno sedici anni fa celebravo per la prima volta l’eucaristia qui a Cittadella.
Ricordo benissimo che quel giorno in questo Duomo enorme mi sono sentito particolarmente piccolo, particolarmente giovane e avevo le gambe che mi tremavano.
Oggi mi sento ancor più piccolo, paradossalmente ancor più giovane per questo servizio; e mi tremano le gambe più di sedici anni fa; se non altro perché sono un po’ più consapevole del servizio che mi viene chiesto.

Però, sedici anni fa come oggi, non mi sentivo solo.
E oggi a maggior ragione non mi sento solo.
Se c’è una cosa che posso dire della mia vita di prete è che non mi sento solo, perché Dio continua ad accompagnarmi.
Anche se mi tremavano le gambe, mentre salivo questi cinque scalini dell’altare, pensavo: dovrò ricordarmi ogni domenica che celebro, di tantissimi doni ma almeno di cinque in particolare; e potranno farlo anche don Roberto e don Davide.
1) Prima di tutto del dono del vescovo Claudio che è qui oggi presente, segno di una Chiesa uni-versale che invia. Le cose che oggi ci ha detto, la nostra comunità le porterà nel cuore per anni. Grazie per questo dono! 2) Il secondo scalino: mi sento oggi di ringraziare il Signore per la presenza delle autorità civili e militari. Grazie di questa delicatezza, perché la vostra presenza ricorda a questa comunità che non è ancora nel Regno dei cieli. È inserita in un territorio sociale e civile. Di questo territorio cercheremo di condividere, se non la fede, almeno alcuni valori fondamentali. Penso all’onestà, alla laboriosità, ma anche la generosità e l’altruismo; valori radicati che cercheremo di condividere.
Grazie per la vostra presenza.
3) Il terzo scalino: penseremo a tanti preti. Grazie per la vostra presenza. Mi piacerebbe presentarveli tutti ma non c’è il tempo. Voglio ringraziare particolarmente don Davide e don Roberto con cui condivideremo questa esperienza. Per me è un dono straordinario poter camminare insieme con altri preti. Con loro due, con don Remigio che ringraziamo per quanto ha fatto in questi ventidue anni e perché continuerà ad essere una presenza preziosa in questo territorio, assieme al vescovo Antonio, ai sacerdoti dell’ospedale, ai padri francescani, alle suore maestre di santa Dorotea e alle figlie di Sant’Anna. Quanta grazia! Il terzo scalino mi ricorderà che c’è una chiesa fatta di preti e religiosi e religiose. Una grazia straordinaria nella terra di Cittadella.
4) Il quarto scalino che farò mi ricorderà di tutti voi: di tanti laici e laiche che continuano a volere bene alla chiesa, e a noi preti con i nostri pregi e i nostri difetti! In questi giorni mi sono sentito inondato di affetto, ma soprattutto - voglio confidarvi - forse mai come in questi giorni nella mia vita mi sono sentito inondato dalla Forza della preghiera. E auguro a tutti di provare almeno una volta in vita cosa significhi essere inondati dalla forza della preghiera.
In questi giorni mi sono sentito così! La preghiera di tantissime persone, anche di tanti che non sono presenti fisicamente ma che ci sono: mia mamma prima di tutto che non è presente per motivi di salute, e di tantissime altre persone unite a noi con il cuore. La sentite anche voi questa forza straordinaria della preghiera.
5) E poi il quinto scalino che faremo ci ricorderà di tanti amici e amiche che sono in cielo…tra questi in particolare penso a don Luigi Rossi! Ogni volta che saliremo questi cinque scalini porteremo sull’altare la chiesa universale, la società civile, la fraternità presbiteriale, tanti laici e laiche e saremo in comunione con la chiesa del cielo.
Vorrei chiedervi un piacere. Avendo riscoperto la forza straordinaria della preghiera vi invito a continuare a pregare per me. Ma nello stesso tempo chiedete fino a Natale, facciamo anche fino a Pasqua, il dono dell’unità e della comunione.
Una preghiera che si può insegnare anche ai bambini: Signore donaci L’unità e la comunione.
Credo sia il dono più grande che potrete fare ad un prete quando entra.
Già questi sono stati giorni di comunione. Bella questa celebrazione preparata e curata da tutti e tre i cori: per me questo è un regalo straordinario! Tante persone che in comunione hanno preparato questa celebrazione.
Continuiamo a pregare per l’unità e la comunione. Vi chiedo questo regalo.
San Giovanni Paolo II diceva che la Chiesa è casa e scuola di comunione! Che la nostra comunità possa essere casa e scuola di comunione! Perché nessuno, nemmeno chi si sente piccolo, inadeguato, solo, grazie alla nostra comunione, possa mai sentirsi solo!


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


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