Chi di noi non è felice quando può trascorrere del tempo con le persone importanti nella sua vita? Quanto velocemente passa il tempo in quei momenti! Anzi, nemmeno ci accorgiamo a volte che stiamo chiacchierando da ore! Beh, è l’esperienza che abbiamo fatto domenica 17 marzo nell’incontro per i volontari che operano nella nostra comunità.
Eravamo tanti in sala Emmaus ad ascoltare Gigi Cotichella, il formatore che è stato contattato per aiutarci a riflettere sulla nostra comunità e cominciare a conoscerci ed ascoltarci per imparare a costruire una rete “connessa” di realtà che operano in sinergia, mosse dallo stesso Spirito. Proprio per questo in vista dell’incontro, al referente di ogni gruppo/associazione è stato chiesto di completare una sorta di Carta di identità del gruppo, in modo da aiutarci nella reciproca conoscenza.

L’incontro è stato articolato in tre momenti: una prima parte introduttiva, durante la quale Gigi ci ha fornito alcuni spunti di riflessione e ci ha dato le consegne per i lavori di gruppo; ci siamo quindi divisi in piccoli gruppetti, mescolandoci casualmente, per confrontarci insieme sugli aspetti positivi che caratterizzano la nostra Parrocchia e su quelli che invece vorremmo potenziare o sono carenti. Infine, ci siamo radunati di nuovo per condividere quanto emerso nei singoli gruppi, facendone sintesi attraverso uno “slogan”. Vorreste che ve li presentassimo subito? Mi spiace, ma un po’ di suspense ci vuole! Quindi… ci aggiorniamo alla prossima puntata! Intanto alleghiamo qualche testimonianza di chi ha vissuto un momento di vera fraternità, che fa sempre bene al cuore e all’anima!

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale


Ci ho riflettuto prima di scrivere anche per evitare quelle tentazioni nelle quali Gigi Cotichella ci ha invitato a non cadere: la mamma che vuole convertire ad ogni costo, la volpe che valuta la cosa con sufficienza e il facile entusiasmo di chi poi non riesce a dare spiegazione di quello che è accaduto. Sicuramente una cosa è certa, ieri a Cittadella in Patronato Pio X qualcosa di bello è accaduto e di certo non è accaduto a caso perché è un evento che ci riguarda come Comunità anche se ne facciamo memoria ogni domenica. Ieri inoltre ci siamo presi anche un bell’impegno nel darci un proseguo con due appuntamenti importanti: la prossima veglia di Pasqua e la messa delle ore 10,30 di domenica di Pentecoste, il 9 giugno. Ma cosa è accaduto concretamente e che ci riguarda come Comunità? Diceva Giorgio La Pira: “Se Cristo è risorto, allora la storia cambia”. Bhe credo che se ieri abbiamo davvero preso coscienza che Cristo è risorto allora anche la storia della nostra Comunità cambia. Probabilmente ci sentiremo una comunità cambiata quando saremo capaci di passare dal fare al dare, dal tenere al donare, quando vivremo le nostre relazioni interpersonali con lo stupore di chi è capace di voler bene e di chi sa perdonare. Forse dovremmo essere più consapevoli che la parrocchia si estende anche oltre le mura della nostra città e che ha bisogno di tutti i colori primari per colorare e rendere più bella la nostra città, ma anche dei secondari e del bianco e nero per evidenziare anche le sfumature. Forse dovremmo essere meno zombie, o chiederci se a volte è meglio fare meno. Sicuramente dobbiamo imparare a fare rete senza correre il rischio di imbrigliarci. Solo così impareremo a non essere solo volontari e a sentirci uniti, parte di un tutto e consapevoli di non vivere solo gli spazi di una parrocchia ma di vivere la storia.

Un volontario


Domenica ci siamo guardati negli occhi per un pomeriggio, una volta tanto tutti insieme con lo scopo di riflettere sullo stato di salute della nostra comunità parrocchiale. È emersa una grande ricchezza di proposte che abbraccia tutte le età e dà spazio a tanti talenti. Ci siamo resi conto che bisogna fare più rete tra i vari gruppi e associazioni, condividendo momenti formativi e di crescita culturale e religiosa. Non sempre le celebrazioni eucaristiche riflettono questa ricchezza: la partecipazione di bambini con i genitori e dei giovani è ridotta e questo ci interroga sul nostro modo di testimoniare il Vangelo.

Una volontaria


"Per un pugno di dollari"


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