In questo periodo si è discusso e si sta mettendo a punto una serie di leggi, di interventi, di iniziative per garantire maggiore sicurezza a quanti vivono in Italia.
Cosa buona! La sicurezza fisica ed economica favorisce la serenità di rapporti, la possibilità di incontrare amici, di frequentare riunioni, di gestire senza paure la propria vita.
Ma per vivere bene sono sufficienti queste due forme di sicurezza? Penso proprio di no: infatti per vivere bene (nel senso più vero e pieno dell’espressione) occorre anche sicurezza spirituale, morale, valoriale, che deriva da una maturazione interiore messa oggi alla prova da tanti “attentati”.
Un attentato alla maturazione interiore proviene certamente dai mezzi di comunicazione, buona parte dei quali induce una serie di comportamenti sbagliati che, una volta messi in pratica, portano all’insicurezza, all’instabilità, alla paura, alla depressione.
Se uno spot televisivo, una cronaca, un telefilm, un reality, un gioco o uno spettacolo, una immagine. . . lasciano filtrare l’idea che per essere felici si debba fare ciò che piace, senza tener conto di ciò che giova, essi attentano alla crescita armoniosa della persona e quindi al suo “viver bene”.
Un altro attentato alla maturazione interiore proviene dal venir meno del senso della dignità della persona, del rispetto, della delicatezza. Ciò è spesso legato all’uso smodato o distorto di internet, del videotelefono con immagini che violano in modo grave la dignità della persona, specialmente di minori che vengono usati da adulti con gravi squilibri della personalità, o da coetanei che si divertono ad essere “bulli” e che sanno estorcere consensi ad atti o a foto hard, seguiti necessariamente da sensi di colpa, di vergogna, di disagio.
Che maturazione interiore garantisce poi il divertimento senza regole, senza orari, senza rispetto, senza dignità? Che maturazione può scaturire dal passare ore e ore, ogni settimana, in discoteca in mezzo a musica a tutto volume, a pasticche, alcool, droga, circondati spesso da “leoni” affamati che cercano di “divorare” chi è più debole o ingenuo o non più lucido? Mi chiedo se la fermezza e la tolleranza zero che si sta mettendo in atto per garantire la sicurezza fisica non debba essere usata anche per stroncare il permissivismo estremo che inibisce la formazione di tante coscienze.
Dopo anni di notti “brave” vissute all’insegna del “mi diverto”, “mi piace”, “perché non posso”, “adesso o mai più”, quale sicurezza e quale serenità può avere una relazione tra fidanzati e poi tra marito e moglie? Quali garanzie ci sono che alle promesse di amore e di fedeltà faccia seguito l’impegno a mantenerle? Chi deve pensare a tutto questo? Solo la Chiesa? Solo la comunità cristiana? In una recente riunione con genitori di adolescenti invitavo a lavorare in “rete”: i genitori di ragazzi e giovani che si frequentano abitualmente si trovino per concordare alcune regole, alcuni paletti che consentano ai figli di vivere con maggiore sicurezza e serenità le loro amicizie, senza sentirsi gli “unici” ai quali non è consentito di. . . è obbligatorio che. . .
Integrità fisica e soldi non bastano da soli a garantire la felicità. Ci vuole ben altro.
Chiediamo a chi ha responsabilità politiche e sociali di non limitarsi a garantire sicurezza per il corpo, ma anche di impegnarsi anche con tutti i mezzi, e in collaborazione con tutte le agenzie educative, a favorire una crescita armoniosa di tutti (piccoli e grandi, adolescenti e anziani, italiani e stranieri) coloro che vivono in Italia.

vostro don Remigio
 

"niente paura"


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