Non sono la mia età (ho qualche mese in più) ma gli anni di sacerdozio di don Giuseppe Pescarolo, che da 44 anni vive il suo ministero nella nostra comunità con particolare attenzione alla Chiesa-Madonna del Carmine e al Borgo Padova (ammalati, capitelli, famiglie bisognose di una presenza speciale).
Mia intenzione non è fare un panegirico, ma semplicemente ringraziare il Signore insieme a tutta la comunità per il dono di figure così importanti per la crescita spirituale dei cristiani.
È un’occasione per riflettere sulle vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa.
Chi prenderà il posto di don Giuseppe, che ha già compiuto 84 anni?
Chi quello di don Dino che ne compirà 86?
Chi quello di don Attilio (che celebra ancora nella casa di riposo di Borgo Bassano) che ne ha compiuti 84?
Chi quello di don Ernesto che ne ha compiuti 79?
Chi il mio e quello di don Luca e don Michele?
Quest’anno in Diocesi sono stati ordinati 4 preti a fronte dei circa 25 che conteremo a fine anno tra morti o ritirati per motivi di età o salute.
Penso alle decine e decine di medici e infermieri che curano la vita fisica dei cittadellesi; alle centinaia di geometri, architetti, ingegneri e operai che costruiscono le nostre case; alle decine di avvocati che difendono quanti hanno “contese” o rivendicazioni di vario genere; alle decine di idraulici ed elettricisti che ci danno luce, caldo, freddo; alle centinaia e centinaia di commessi e commesse che vendono quanto serve per il nutrimento fisico.
E penso che fra pochi anni (salvo arrivi al momento non previsti) ci troveremo in 3-4 a servire la comunità del Duomo costituita da 10.000 persone, in aumento costante.
E penso che il nostro “lavoro” non diminuirà, ma crescerà sempre più.
E penso che la nostra presenza è richiesta con insistenza da innumerevoli parti; a volte è esigita al di là delle nostre forze.
E penso alle centinaia di candidati per le elezioni amministrative e alle poche decine di catechisti e animatori che, soli, si prendono gratuitamente cura dei fanciulli, dei ragazzi, degli adolescenti, dei giovani, dei fidanzati.
Per lo Stato conta chi lavora, chi produce, chi paga le tasse.
La Chiesa guarda ad ogni singola persona, nelle sue diverse situazioni. Essa, tante volte, deve supplire (anche a livello economico) a quanto le amministrazioni regionali, provinciali e comunali non possono o non vogliono fare. Cosa fa lo Stato per preparare i giovani al matrimonio? Nulla!
Cosa fa per aiutare le famiglie a vivere la loro scelta? Nulla (o quasi).
Cosa fa, oltre alla scuola, per educare i fanciulli, i ragazzi, gli adolescenti?
Ci ritroveremo in Duomo, domenica 8 luglio alla Messa delle 10.30 per una solenne Concelebrazione di ringraziamento e di supplica.


vostro
don Remigio
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