In una stanza silenziosa c’erano quattro candele accese. La prima si lamentava: « Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere ». E così accadde.
La seconda disse: « Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere ». E così accadde.

La terza candela confessò: « Io sono l’amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere ».
All’improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio ». Allora la quarta candela disse: « Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza».
Questa parabola ebraica mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono di Cristo-Messia, e le tre virtù teologali.
Il tempo d’Avvento è tempo di speranza, di attesa gioiosa della venuta del Salvatore nostro.
In queste settimane cercheremo di coltivare e di diffondere atteggiamenti di speranza. Stiamo attraversando un periodo di crisi economica.
Questa preoccupa tutti. Ma stiamo attraversando, altresì, un periodo di crisi spirituale, morale, valoriale. Di questa ce ne accorgiamo meno; non incide, almeno apparentemente, sul portafoglio.
Occorre, allora, che ciascuno prepari la strada al Signore che viene, perché tutti possano godere della presenza del Principe della Pace.
Pregheremo gli uni per gli altri perché possa crescere la nostra fede e dilatarsi il nostro amore.



BUON NATALE, specialmente a coloro che soffrono, che sono in difficoltà economica, che fanno fatica a sentire la presenza e la vicinanza di Dio nella loro vita.


vostro don Remigio

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