« La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada » (Lc 10,2-4).
Il mese di settembre, nella nostra Diocesi, è caratterizzato dall’attenzione nei confronti del Seminario. Siamo invitati a ringraziare il Signore per coloro che hanno scelto di iniziare o continuare un percorso di preparazione al sacerdozio; a pregare per loro, per gli educatori e i docenti; ad offrire le nostre sofferenze; a condividere parte dei nostri beni per garantire quanto necessario ad un “luogo” così importante per la vita della nostra Chiesa.
L’8 luglio abbiamo ricordato alcuni anniversari di Ordinazione sacerdotale: i 60 di don Giuseppe e don Dino e i 61 di don Attilio.
Durante le Messe di quel giorno ho scelto come orazione dopo la Comunione quella per le vocazioni sacerdotali: O Dio, che ci hai nutriti di Cristo, pane vivo, fa’ maturare con la forza di questo sacramento, i germi di vocazione che a piene mani tu semini nel campo della chiesa, perché molti scelgano come ideale di vita di servire te nei loro fratelli.
Il vangelo di quel giorno iniziava con i versetti che ho riportato sopra. La colletta (che anticipa i temi della Liturgia della Parola) ci ha fatto pregare così: O Dio, che nella vocazione battesimale ci chiami ad essere pienamente disponibili all’annunzio del tuo regno, donaci il coraggio apostolico e la libertà evangelica, perché rendiamo presente in ogni ambiente di vita la tua parola di amore e di pace.
Mi sono fatto alcune domande: Chi sono gli operai? Solamente i sacerdoti, le suore, i consacrati?
Sono tutti i battezzati, che devono essere fedeli alla loro vocazione battesimale e rendersi pienamente disponibili ad annunciare il vangelo in ogni ambiente di vita.
Per quanto tempo? In maniera generica 24 ore su 24, nel senso che un cristiano non può distinguere luoghi e momenti per scegliere di vivere o meno coerentemente con la sua dignità di figlio di Dio e la responsabilità di fratello di tutti. In maniera specifica, come animatore-catechista-volontario, ecc, qualche ora ogni settimana, cioè un impegno part-time.
Naturalmente sacerdoti, suore, religiosi, consacrati servono i fratelli a tempo pieno in maniera specifica, curando cioè gli aspetti spirituali della vita delle comunità e delle singole persone. Di quali operai c’è bisogno? E degli uni (part-time) e degli altri (full-time). Nessuno può tirarsi fuori ritenendo che la Chiesa possa andare avanti anche senza il suo contributo e pensando: « non mi interessa; il vangelo lo annuncino pure gli altri; io non ho tempo ». Dopo una delle tre Messe che ho celebrato quel giorno una catechista mi ha detto: « Avevo pensato di chiedere un anno di riposo, ma dopo la sua omelia non posso più farlo ».
Un’altra domanda che mi sono posto è stata: è Dio che non semina più a piene mani nel campo della Chiesa o c’è qualcosa in noi che non funziona? E mi sono risposto che abbiamo trasformato il campo, che consente ai germi di portare frutto, in cemento che non può accogliere nulla.
Cosa simboleggia il cemento? La preoccupazione di avere la borsa piena di soldi, di avere la bisaccia piena di beni materiali, di portare i sandali cioè di avere garanzie e sicurezze per il futuro: « Che non ci manchi niente; è meglio accumulare tanto, non si sa mai. . . ».
Ecco allora in che cosa consistono il coraggio apostolico e la libertà evangelica.
Il coraggio di ascoltare il Signore che chiama e di rispondere al suo invito di andare ad annunciare il vangelo; di andare come agnelli in mezzo ai lupi (e ce ne sono!); la libertà evangelica che significa distacco dai beni materiali.
Tutte cose difficili e ben lontane dal comune modo di pensare e di educare.
Noi chiediamo al Signore di far maturare i germi di vocazione con la forza dell’Eucaristia. E allora mi è sorta un’altra domanda: quanti adolescenti e giovani trovano il tempo per una messa durante la settimana? C’è il tempo per fare tutto: andare a scuola, studiare (non tantissimo!), divertirsi, giocare, messaggiare, mangiare la pizza, ascoltare musica, ma chi vede un giovanissimo o un giovane a Messa? O quante mamme casalinghe, quanti pensionati partecipano a qualche messa durante la settimana? E allora ci rendiamo conto che il Signore non può far maturare chi non vuole esporsi alla sua luce e al suo calore.
Un’ultima domanda: quanti genitori pregano perché un loro figlio sia uno di quei germi? Eh ci mancherebbe! I figli devono fare carriera, continuare la strada dei genitori, dare dei nipotini ai nonni per alleviare la loro solitudine.
Settembre, mese del seminario.
Il Signore doni alle nostre comunità, alla Chiesa tutta, laici coraggiosi ed evangelicamente liberi, sacerdoti numerosi, bravi e “santi”.


vostro
don Remigio

"niente paura"


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