DIO PROPONE - L’UOMO DISPONE


È ancora presente nella mentalità di molte persone un detto risalente a non so quanto tempo fa: L’UOMO PROPONE-DIO DISPONE.

È un detto che lascia intendere, generalmente, due atteggiamenti: uno di rassegnazione. Sembra quasi inutile fare progetti, pensare al futuro, avere dei sogni, tanto Dio poi sconvolge tutto.

L’altro di rabbia: di fronte all’infrangersi di tali sogni-progetti si dà la colpa a Dio, visto come un guastafeste, come un padrone che fa quello che vuole.

Si tratta di un detto che svisa completamente il volto di Dio, la sua essenza di amore benevolo.

Dio non va mai contro la felicità dell’uomo, non intralcia i suoi piani, nemmeno quelli egoistici e cattivi. Ci ha creati liberi e tali ci lascia, prendendo atto solo alla fine della vita delle nostre scelte più o meno conformi al bene, alla giustizia, alla solidarietà, alla nostra dignità di persone.

Penso che un credente dovrebbe cambiare l’ordine delle parole del detto e farlo suonare così:


DIO PROPONE-L’UOMO DISPONE


Che cosa propone Dio?  Ci propone di accogliere i suoi insegnamenti, di accogliere con piena docilità il Figlio, mandato in mezzo a noi come vittima di espiazione dei nostri peccati.

Ci propone di non lasciar andare a vuoto nessuna parola che Gesù ha pronunciato, nessun esempio di amore che ci ha lasciato durante la sua esistenza terrena.

Ci propone di vivere intensamente la Quaresima per giungere, completamente rinnovati, a celebrare la Pasqua del suo Figlio.

Accogliamo nel cuore qualche “Parola” di questo tempo: Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza (Dt 30,15).

Cercherai il Signore tuo Dio e lo troverai, se lo cercherai con tutto il cuore e con tutta l’anima (Dt 4,29).

Dividi il pane con l’affamato, introduci in casa i miseri, senza tetto, vesti chi è nudo, senza trascurare i tuoi parenti (Is 58,7).

Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, pianti e lamenti (Gl 2,12).

Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? (Gc 2,14).

Non negare un beneficio a chi ne ha bisogno, se è in tuo potere il farlo.

Non dire al tuo prossimo “Va’, ripassa, te lo darò domani”, se tu hai ciò che ti chiede (Pro 3,27-28).

Convertitevi e desistete da tutte le vostre iniquità (Ez 18,30b).

L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri (Is 55,7).

La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda (Rm 12,9-10).

Se desideri la sapienza, osserva i comandamenti; allora il Signore te la concederà (Sir 1,23).

Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore che gli ripagherà la buona azione (Pro 19,17).

La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di una spada a doppio taglio; essa scruta i sentimenti e i pensieri del cuore (Eb 4,12).

Fratelli miei, se uno di voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, costui sappia che chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore, salverà la sua anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati (Gc 5,19-20).

Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete (Is 55,3).

Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova (Is 1,16-17).

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro (Is 50,5).

Ogni mattina, appena alzati, dovremmo chiedere a Dio: cosa mi proponi per oggi? Che cosa mi dici attraverso le letture della Messa? Posso fare qualcosa per realizzare il tuo progetto di amore per tutti gli uomini? E poi sta a noi disporre come comportarci: se tenere conto di quanto ci propone o se coltivare i “nostri” progetti, molto spesso egoistici e individualistici.

Sta a noi disporre se rispondere all’immensa bontà di Dio e fare della nostra vita un atto d’amore o chiudere occhi, orecchi e cuore, non curandoci delle sofferenze che ogni giorno incontriamo nei luoghi che frequentiamo.

Buona Quaresima!


Con affetto vostro don Remigio

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