Domenica 2 maggio, alle ore 17.00, il Vescovo ANTONIO benedirà il nuovo Patronato.

Ringrazieremo il Signore per il compimento di un’opera che sarà, nel futuro, punto di riferimento per la vita della nostra comunità, del vicariato, del territorio e di quanti vorranno usufruire delle possibilità offerte.

I ringraziamenti li faremo il 2 maggio, giorno dell’inaugurazione.


Ora ritengo importante riprendere alcune espressioni, già meditate durante l’ultimo Consiglio Pastorale, che devono guidare la presenza degli adulti in genere, e degli educatori-animatori in particolare, all’interno del Patronato, che ha come prima e fondamentale finalità quella EDUCATIVA.

Le espressioni le traggo dal capitolo quarto di un recente libro della Conferenza Episcopale Italiana, intitolato La sfida educativa: capitolo dedicato alla comunità cristiana.

Occorre recuperare il potenziale educativo della comunità cristiana

Le esperienze educative promosse dalla comunità cristiana (e in questo caso pensiamo al Patronato) hanno alcuni tratti in comune:

– sono animate dalla consapevolezza del valore irrepetibile di ogni persona;

– tendono a coinvolgere in un’esperienza globale di vita, che diviene un tirocinio di umanità, di socialità e di solidarietà;

– sono portate avanti da persone che hanno una forte motivazione a vivere l’educazione con spirito di servizio e che si propongono soprattutto per la forza del loro esempio.

La comunità cristiana è uno dei pochi luoghi e contesti nei quali adolescenti e giovani possono portare le loro domande di senso. (non riescono sempre a farlo in famiglia o a scuola). A volte gli adulti pensano che gli adolescenti o i giovani siano senza domande, ma nessuno ne è privo, anche se spessp vengono poste sotto forma di provocazione.

La comunità cristiana offre la possibilità di fare esperienza di una socialità più ricca di quella consentita dalla famiglia e meno strutturata di quella scolastica.

È il luogo di un’esperienza di vita, del fare insieme agli altri, in un contesto informale ma non privo di regole e di obiettivi dove gli adulti sanno distribuire responsabilità e compiti senza sostituirsi ai più giovani.

Nella comunità cristiana si impara uno stile di vita attraverso esperienze concrete specialmente con finalità caritative. Il servizio educa. Basta mettersi accanto a qualcuno che ha bisogno.

La comunità cristiana è una palestra di responsabilità e di crescita dei giovani verso valori umani imprescindibili: amicizia, responsabilità, libertà, lealtà, rispetto, legalità, prendersi cura del più debole, solidarietà. . .

Tra le risorse di una comunità cristiana c’è la presenza di generazioni diverse che consente di imparare l’uno dall’altro (e nel nuovo Patronato vedremo, ogni giorno, più generazioni che utilizzeranno spazi o condivideranno momenti di formazione).

Nella comunità cristiana è necessaria la presenza di educatori che, con gratuità e per vocazione, sono disponibili a stare con i ragazzi-adolescentigiovani per ascoltarli e sostenerli nelle difficoltà.

La comunità cristiana può essere un’importante intelocutore per le famiglie, spesso disorientate nell’ambito della educazione.

La bellezza di educare

È possible sperimentare la bellezza dell’educare, trovare freschezza, scoprire aspetti nuovi della vita.

L’educatore sa attendere, rispetta i tempi della crescita di ognuno, rispetta anche scelte che non condivide e non comprende. Questo esige un progressivo distaccarsi da se stessi, un vivere la generazione come dimensione dell’esistenza adulta, un accompagnare con fatica, gratuità e fermezza, un essere autorevoli per insegnare a camminare nella libertà, nell’ascesi del dialogo, della pazienza, dell’umiltà; una disponiblità a lasciarsi educare continuamente dalla vita, dall’esperienza.

Occorre perciò considerare l’educazione non come una delle tante cose che si fanno in parrocchia, ma come una scelta che trae origine da una vera vocazione che è fedeltà a Dio, passione per i ragazzi e per il loro mondo, interesse per il loro modo di accostarsi alla realtà, pensosità davanti alle loro fatiche, capacità di proporre grandi orizzonti di crescita, accompagnamento personale nei giorni di crisi, proposta impopolare e richiesta esigente.

Nella comunità cristiana ragazzi, adolescenti, giovani hanno il diritto di incontrare educatori con questa profondità.

Chiedo la preghiera di tutti perché questa finalità educativa venga compresa e realizzata da tutti.

Buona Pasqua a ciascuno in attesa di vederci, al più presto, in Patronato.


vostro don Remigio

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