Sfida anche per i gruppi scout
Perche cambiare?
La Diocesi di Padova e il Vescovo Antonio, dopo lungo tempo di riflessione hanno pensato di modificare la modalità per iniziare i ragazzi alla fede. Per quale motivo? Perché, a detta di parroci, catechisti, educatori i ragazzi hanno bisogno di altro rispetto a qualche tempo fa perché non sono più nati cristiani in un ambiente che respira cristianesimo. Hanno bisogno di essere introdotti, piano piano, a capire cosa vuol dire avere lo stile di Gesù.

Hanno bisogno di modalità nuove, 'iniziatiche', per arrivare passo dopo passo ad essere persone che hanno certi modi di pensare e di agire.
Lo Scautismo in tutto questo si trova avvantaggiato perché da sempre inizia alla vita (e alla fede) in modo progressivo, attraverso prove e sfide. E' un cammino proposto al singolo e non alla massa (si tratterebbe di formazione), è un percorso che prevede la scelta del singolo e una comunità che lo educa. La Diocesi vuole reimpostare il cammino della vita cristiana proprio come lo Scautismo imposta la sua educazione: libertà del singolo, autoeducazione, educatori che iniziano, successo o fallimento del cammino.
La rivoluzione passa attraverso anche la ricollocazione dei sacramenti che sono le tappe dell'iniziazione.
Infatti scrive il Vescovo Antonio: « I sacramenti dell'Iniziazione cristiana continuano ad essere sì largamente richiesti, nonostante la fine della cristianità ma ciò avviene spesso con deboli motivazioni di fede. Va tenuto presente, al riguardo, che è in crescita il numero di bambini che non vengono battezzati subito dopo la nascita, mentre il fenomeno dell'immigrazione ha immesso nella società un numero rilevante di non cristiani. È ben noto che, dopo la Cresima, la maggior parte dei cresimati lascia o diminuisce la partecipazione alla Messa domenicale ».
Per questo si è pensato di offrire i Sacramenti dell'Iniziazione cristiana nella Pasqua della quinta elementare: Cresima ed Eucaristia.
A questo momento ci si prepara attraverso un percorso diviso in 3 parti: 1. primo anno dedicato alla decisione di iniziare il cammino e all'accoglienza nella comunità cristiana; questo cammino viene fatto in gruppi di ragazzi e famiglie; l'anno termina con il momento dell'ammissione.
2. tre anni in cui genitori e figli ascolteranno la Parola di Dio e vivranno momenti intermedi di iniziazione: consegna della Bibbia, del Credo, del Padre nostro, dei Comandamenti, del comandamento dell'amore. In questi tre anni vivranno anche esperienze comunitarie di carità. Termina con i riti di elezione.
3. l'ultima Quaresima: in questo breve tempo i ragazzi vivranno la preparazione ai sacramenti della Cresima e dell'Eucaristia e faranno ulteriori passaggi soprattutto il sacramento della Penitenza.
4. Veglia Pasquale di quinta elementare: Cresima ed Eucaristia.
E dopo? C'è il momento più interessante. La cosiddetta Mistagogia, ovvero essere condotti a capire meglio cosa si è vissuto.
È come nella Branca Eg dove si entra nella tappa (ricevendo anche il distintivo) e poi si scopre la bellezza e la gioia di quella tappa.
Questo tempo durerà 2 o 3 anni.
In questa parte sono importantissime le associazioni (tra cui lo Scautismo) che potranno essere di aiuto a proseguire a comprendere i doni della vita e dello stile cristiano ricevuti fino ad allora.

Cosa cambia per i capi?

Che significato ha tutto questo per una comunità capi della Diocesi? Direi innanzitutto: dovrebbe nascere la voglia di informarsi sulle motivazioni che muovono questa riforma. Non tanto sulle modalità concrete ma sull'anima che c'è sotto e che, ripeto, porta con sé tutti gli elementi dell'iniziazione scout: la scelta del singolo, la figura dell'educatore, la comunità educante in cui si entra, i riti di passaggio, le richieste esigenti ma legate alle possibilità del singolo, il successo o il successo parziale del cammino.
Questo cammino della Diocesi provoca però anche ad un altro possibile passo: il mettere meglio a fuoco come noi capi educhiamo alla fede. Su questo tema l'associazione ha riflettuto moltissimo in questi anni. Prova ne sono i 3 testi che riassumono 3 acquisizioni dello Scautismo Agesci: – Progetto unitario di Catechesi del 1983 – Sentiero fede del 1997 – Narrare la fede del 2011 Il primo testo dice che l'educare alla fede va progettato per poter essere efficace; il secondo afferma che la fede usa gli strumenti del metodo specie dell'esperienzialità, del simbolismo e della rielaborazione personale (esperienza, simbolo, concetto).
Il terzo tenta la strada della narrazione dei passaggi della vita messi a confronto con la narrazione degli stessi passaggi nella vita di Cristo e di chi l'ha seguito.
Ma quanto queste idee appartengono ai capi e alla loro prassi nelle unità? Un'ultima possibilità viene offerta allo Scautismo: quella di stare dentro un cammino più grande di quello delle singole comunità capi, un cammino che può offrire ai capi stimoli personali e metodologici, superando la pecca di tanti di noi che è l'autoreferenzialità, il bastare a se stessi.

Ci sono dei vantaggi nel cambiare?

La proposta si propone di cerare cambiamenti e i cambiamenti porta con sé sogni ma anche paure. Non sappiamo ancora le ricadute della riforma perché comincerà con il primo passo (primo anno) ad ottobre. I primi che cominceranno il cammino fanno i sacramenti nella pasqua del 2018! E l'anno dopo vivranno la mistagogia. Non sappiamo le ricadute positive sullo Scautismo ma è un'avventura da fare con la Chiesa e le Parrocchie, fidandoci di chi ci ha pensato e ci ha lavorato.
Credo nella possibilità di sviluppi solo positivi anche per l'iniziazione di fede nello scautismo.

Don Riccardo Comarella

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