Per un'educazione globale

Una premessa necessaria
Nella serata del 3 settembre 2012, in piena Festa del Patronato, si è svolto un incontro che, a partire dal titolo, di festaiolo aveva ben poco. "Incontro con Associazione Time To Talk & Maranathà per riflettere sulle emergenze educative del settore giovanile del nostro patronato". All'ordine del giorno, la riflessione sulla difficoltà e la fatica nel relazionarsi con gruppi di giovani che "spaccano le cose", che "infastidiscono", che "occupano spazi e allontanano gli altri", tanto da richiedere in alcuni casi l'intervento delle forze dell'ordine. Difficoltà che accomuna molti volontari che, a vario titolo, operano in Patronato e che faticano a individuare non solo una possibile "soluzione" ma anche, soprattutto, uno spazio di confronto con gli altri volontari rispetto a questi temi.
Alla presenza di circa 40 persone, molti con ruoli significativi in patronato e in parrocchia, e altri semplicemente interessati, si è sviluppata una discussione, che partendo da alcuni episodi emblematici, ha cercato di rispondere alla domanda "cosa ci dicono i ragazzi con questi comportamenti?". La domanda, forse un poco provocatoria, ha determinato un ribaltamento di prospettiva, che ha avuto come conseguenza l'accantonamento di termini quali "ordine pubblico", "espulsione", "emergenza", sostituiti con "co-responsabilità", "fragilità", "dialogo" . . . Un bell'esempio, insomma, di come gli adulti siano stati in grado di interrogarsi sul proprio ruolo, e sul ruolo del Patronato, nei confronti non solo dei giovani, ma anche della comunità tutta.
Gli interventi dei presenti hanno in varia misura sottolineato come il "bene" del Patronato si anche il bene della comunità, e di conseguenza il bene di tutti ("bene comune"), e di come tutti debbano sentirsi responsabili di come vanno le cose.
Forse involontariamente, in più passaggi si è ricordato quanto Don Lorenzo Milani scriveva quasi 50 anni fa, ossia che bisogna che i giovani si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto. E non c'è dubbio che questo vale fortemente anche oggi non solo per i giovani ma anche per gli adulti, e che proprio da questo atteggiamento dipende la credibilità di chi si pone come figura di riferimento per i giovani.
Le ragioni profonde
Proprio a partire dall'esigenza di confronto e di riflessione su quale sia il ruolo del Patronato all'interno della comunità locale, si è scelto di realizzare nei prossimi mesi un "percorso sull'identità" che porterà alla stesura di un Bilancio Sociale.
La proposta di affrontare questo percorso deriva dalla consapevolezza che non esistono soluzioni pronte all'uso, ma che possono essere costruite assieme, nella quotidianità, partendo dagli atteggiamenti e dalle scelte di ognuno.
Perché, come diceva qualcuno tempo fa con un pizzico di ironia, « la rivoluzione incomincia a casa, preferibilmente di fronte allo specchio del bagno ».
Il "percorso identità" coinvolgerà un gruppo di lavoro composto numerose figure "significative", trasversali a tutte le attività presenti in Patronato (sport- ginnastica, danza, judo, calcio, AC, AGESCI, associazioni varie, bar ecc. . . ) e verrà curato dagli educatori dell'Associazione Maranathà, in collaborazione con l'Associazione Time To Talk. Tali figure coinvolte saranno contattate mediante lettera o mail e dovranno a loro volta presentarsi al primo incontro o nel caso d'impossibilità, presentare un delegato. Il lavoro si snoderà attraverso alcuni incontri tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013.
La realizzazione del percorso identità porterà quindi alla stesura del primo "Bilancio Sociale" del Patronato. Bilancio che poi ci porterà ad avere un vero e proprio progetto educativo, che non solo sarà voce di tutti i gruppi presenti nel patronato, ma sarà anche normativo per tutti che usufruiscono della struttura.
Perché un Bilancio Sociale?
Il Bilancio Sociale è uno strumento largamente diffuso e oramai utilizzato da numerose organizzazioni di varia natura (profit e non profit), le cui finalità sono così riassumibili: – all'esterno servirà per: • far conoscere la realtà del Patronato • rendicontare in modo chiaro e trasparente che cos'è il Patronato, cosa fa e per chi – all'interno servirà per: • conoscere la propria organizzazione • creare consapevolezza rispetto al ruolo occupato all'interno del "sistema Patronato" • creare corrispondenze tra obiettivi generali del Patronato e di chi, al suo interno, opera nei vari settori • individuare punti di forza e punti deboli • migliorare la qualità delle attività proposte.
Il "percorso identità" è il primo passo, indispensabile, da compiere per arrivare al bilancio sociale. Le altre parti del bilancio sociale sono: – la descrizione delle relazioni sociali – il bilancio economico – le testimonianze di chi opera al suo interno e di chi lo vede "da fuori".
Il documento conclusivo, pertanto, renderà conto delle attività realizzate in un anno e ne valuterà l'efficacia (il bilancio sociale si compone anche di numeri, relativi in questo caso alla partecipazione delle persone), così da permettere una valutazione dell'operato e una programmazione migliore per gli anni successivi.
Il percorso sull'identità
Per realizzare il primo passo, ossia il percorso sull'identità, è necessario lavorare su alcuni aspetti che danno la possibilità di fare una fotografia dell'esistente e, al contempo, lanciare uno sguardo in prospettiva.
Lo schema del percorso sull'identità è così strutturato: – Storia (da dove veniamo?) – Missione (perché esistiamo?) e Valori (in cosa crediamo?) – Visione (cosa vorremmo ottenere?) – Assetto organizzativo (come siamo strutturati?) – Sistema delle relazioni (chi sono i nostri stakeholder?) Al termine, verrà creato un documento di sintesi, nel quale verranno indicati gli obiettivi che il Patronato, nelle sue molteplici attività, deve raggiungere (quali obiettivi in relazione a missione e visione?) indicando i responsabili, i risultati attesi e come possono essere misurati questi risultati.
Per ognuno di questi aspetti sarà realizzato un incontro del gruppo di lavoro (in orario serale o nei fine settimana) e saranno, inoltre, realizzati almeno 2 eventi dedicati a tutta la comunità con lo scopo di allargare la riflessione a tutte le persone potenzialmente interessate.
La fase più importante del lavoro è quella dedicata a definire la missione e la visione, in quanto sono un po' le fondamenta su cui si basa il lavoro attuale e, soprattutto, quello futuro.
Il calendario degli incontri sarà concordato con i partecipanti, e agli stessi verrà presentato nel dettaglio il metodo di lavoro. Il primo incontro si terrà nel mese di novembre. Per chi ne volesse sapere di più, è possibile fare riferimento a don Marco.
Auspichiamo che diventi non solo un momento di riflessione, ma anche di ri-motivazione a partire da quelle scelte fondamentali che regolano da sempre la vita della comunità cristiana.
A tutti un buon cammino e buonri-inizio!
Don Marco Maurizio Sgarbossa (Ass. Time to Talk)
Gigi Nardetto (Ass. Maranathà)
Massimo Gelain (Ass. Maranathà)


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


17 dicembre 201817 dicembre 2018

I sette peccati capitali della ricchezza

cottarelli

PROF. CARLO COTTARELLI, economista


Venerdì 25 gennaio 2019

La responsabilità delle élites

calenda

Dottor Carlo Calenda già  ministro dello sviluppo economico


Venerdì 1 febbraio 2019

Ricchezza e Disuguaglianza

padovan

PROF. PIER CARLO PADOAN già ministro dell’Economia e delle Finanze.


 Lunedì 4 marzo 2019

Da ricchezza che non sazia

bruni

PROF. LUIGINO BRUNI, Professore Ordinario in Economia Politica al Dipartimento di Giurisprudenza, Economia, Politica e Lingue Moderne dell’ Università Lumsa di Roma

locandina incontri fidanzati cittadella 2018

Assemblea diocesana 2018 1

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.