Certamente l’evento più considerevole e di incerta memoria storica è la rinuncia al ministero petrino da parte del nostro papa Benedetto XVI. C’era una certa paura che il Festival di Sanremo potesse oscurare la vicenda politica italiana e così sopra le parti, ad appannare i rifl ettori dell’Ariston e di Montecitorio ci ha ben pensato la Sala Stampa

vaticana con la sua scia di innumerevoli giornalisti giunti da tutto il mondo.
Iniziano le discussioni, le chat, gli sms, gli innumerevoli post su facebook, ecc. Ognuno ha del suo da dichiarare: parole di conforto, di approvazione, di stima; oppure sentimenti di rammarico, di sfiducia, di rassegnazione, talvolta accompagnate da giudizi di condanna e maldicenze varie… Ora mi chiedo: se una persona non condivide determinati valori e ideali di Fede e di Chiesa, per quale oscuro motivo dovrebbe infangare la dignità di una persona che tra l’altro non riconosce come sua guida e pastore? Ma ciò che stride maggiormente è sentire oppure leggere i commenti di tanti cristiani cattolici che si meravigliano mettendo a confronto pontificati diversi e paragonando lo stesso ministero petrino ad una bancarotta! Credo che prima di esprimersi formulando tali espressioni e prima di ledere la dignità di una persona – fosse anche l’ultima persona dell’Universo – ciascuno di noi è chiamato ad un esame di coscienza approfondito, a partire dalla lettura del nostro quotidiano.
Se anche l’atto libero e volontario del Pontefice fosse sbagliato, chi siamo noi per giudicarlo? Forse qualcuno di noi ha già provato l’ebbrezza di appoggiare il proprio corpo sulla famosa “sedia gestatoria”? Lasciamo al Signore del Tempo e della Storia darci una mano a leggere i Segni dei Tempi. Se ci fi diamo di Lui, sicuramente non mancherà di regalarci i giusti strumenti per interpretare e comprendere meglio quanto sta avvenendo e i più corretti linguaggi per confondere con somma semplicità ciò che nel mondo (o chi nel mondo) si definisce sapiente o addirittura onnipotente! Credo che nulla possa essere affidato al caso e in questo tempo di Quaresima siamo maggiormente sollecitati a una profonda e vera conversione. Non solo dei cuori, ma anche della mente e degli atteggiamenti! “Convertirsi, che cos’è in realtà ? - si è chiesto il Papa nell’udienza generale del Mercoledì delle Ceneri- Convertirsi vuol dire cercare Dio, andare con Dio, seguire docilmente gli insegnamenti del suo Figlio. Convertirsi non è - ha proseguito Benedetto XVI - uno sforzo per auto realizzarsi, perché l’essere umano non è l’architetto del proprio destino eterno. La conversione consiste invece nel non considerarsi «creatori» di noi stessi, accettando liberamente e con amore di dipendere in tutto da Dio. Questa non è dipendenza - ha affermato il Pontefice - ma libertà.” E l’immagine di Dio risplende con più forza e maggior vigore in chi con verità, libertà e rispetto ci aiuta giorno dopo giorno ad essere cristiani a 360°. E’ vero, nessuno di noi è perfetto, ma tutti siamo chiamati a diventare Santi e quindi a tendere continuamente alla perfezione.
“Il Tempo quaresimale - ha aggiunto sempre papa Benedetto - sia per tutti noi una rinnovata esperienza della misericordia di Cristo, mettiamoci alla sua scuola, per imparare a «ridonare» a nostra volta, il sua amore al prossimo, specialmente a quanti soffrono e sono in difficoltà.” Buon cammino verso la Pasqua. Che sia un tempo per tutti noi di “straordinaria quotidianità”.


"Per un pugno di dollari"


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