Scout cittadella 4

"La Promessa è una forza. Quando l'avrai fatta non sarai migliore, ma più forte.
E se ti capita un giorno di esitare, di non sapere bene se una cosa si può fare oppure no, ti ricorderai che una sera, davanti a un fuoco tranquillo, nell'ora in cui le luci si velano e i rumori si attutiscono, in mezzo a delle compagne che avevano il tuo stesso ideale, hai promesso di servire Dio, e non esiterai più.


Saprai se quella cosa si può fare o no.
La Promessa è una forza."
(Il nuovo Lezard)

C'è un momento particolare nella vita di ogni scout, un momento il cui ricordo ognuno di noi lo custodisce molto gelosamente: è il momento della Promessa, una cerimonia fatto di poche parole e altrettanti pochi gesti, ma colmi di significato.
Non è solo il pronunciare la formula della Promessa davanti a tutto il Branco/Cerchio o il Reparto, non è solo essere i protagonisti di quel minuto, non è solo l'emozione di sentirsi pienamente parte di un gruppo, con quel fazzolettone che distingue ogni gruppo dall'altro, ma che alla fi n fi ne ci riunisce. Il significato vero della cerimonia va ben oltre quelle semplici parole: esso racchiude l'impegno di fedeltà nei confronti dei princìpi del movimento, nei confronti di Dio e degli altri, scout e non. "Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese; per aiutare gli altri in ogni circostanza; per osservare la Legge scout". La prima volta, normalmente, in cui si vive questo momento è al Branco (o Cerchio), in cui il lupetto recita la formula ed entra ufficialmente nel grande gioco degli scout.
Successivamente, una volta entrato al Reparto, la cerimonia si ripete, si è più convinti di quello che si pronuncia, di questa scelta. E' ciò che sta accadendo o che accadrà ai nostri lupetti ed esploratori, vivere questo loro momento insieme a tutti gli altri componenti del Branco o del Reparto, perché questo è un momento proprio, personale, che però trova la bellezza nella condivisione con gli altri. I ragazzi sono consapevoli di mettere in gioco il loro onore, recitando queste poche parole, sapendo che lungo questa strada impegnativa l'importante non sarà mai l'essere arrivato, quanto fare del proprio meglio. Non promettono di essere perfetti ma di migliorarsi in continuazione, di fare sempre tutto ciò che è in loro potere, di mettere il massimo dell'impegno in ciò che fanno, e sapendo quanto sarebbe bello, arrivati alla fi ne di ogni giornata, poter dire: vada come vada, ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità. Un impegno senza termine, "se piace a Dio per sempre".

Anna

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