Esco in velocità da una delle stanze del Patronato, sono giusto giusto per un appuntamento, ed incrocio sotto al portico tra la sala giochi e l’ufficio del Don un ragazzo. “Ciao...” (non metto il nome per la privacy, ma anche perché potrebbe essere uno dei tanti che frequentano gli spazi liberi del Patronato) “Ciao vecio”, mi risponde lui, “dove vai? ti fermi? facciamo due chiacchiere?” Due secondi per pensare: Mi fermo ed arrivo in ritardo? o lo saluto e gli dico “facciamo un’altra volta?”; sapendo che, in ogni caso, perdo un’occasione.
Non vi dico com’è andata a finire... Ma solo che come lui, ce ne sono molti di questi ragazzi che saltano la scuola, o passano in giro tutto il pomeriggio, o non lavorano, o “non hanno” una famiglia che li segue (o che può seguirli) e che chiedono che qualcuno di più grande “passi” un pò di tempo con loro...
Sono i nostri ragazzi...i figli dei nostri amici o dei nostri vicini o i nostri nipoti e a volte i nostri figli! O come dice Papa Francesco: “Sono la nostra carne questi giovani”.
È vero che spesso son arroganti, san tutto loro, non han paura di nulla...Ma in realtà dietro a questa spavalderia c’è tanto vuoto e solitudine; una disoccupazione non solo dal lavoro, dalla scuola, dalla famiglia, ma soprattutto dalla vita...
Le risposte allora sono solo due: - la prima è quella di dire che non è un problema mio, che non è mio figlio quello, che se gira per il Patronato se ne occupi il prete, che è colpa di questa società “malata”, che è colpa del governo ecc; - la seconda è quella di fermarsi, di dare una parola di riscatto con la vicinanza, di offrire alternative, di “perdere” un po’ del nostro prezioso tempo ad ascoltare, e costruire qualcosa assieme...
Ognuno di noi si senta libero di scegliere dove mettersi...nella prima o nella seconda; noi intanto siamo partiti e con il progetto Jobbiamo cerchiamo di esserci, di ascoltare e di dare risposte...anche semplici magari, anche incomplete, ma sapendo che non è tempo buttato.
Cerchiamo chi, come noi, abbia voglia di scommettere sulle persone e sulla loro dignità...
Ci piacerebbe anche creare una bottega dei mestieri, dove chi ha fatto di una passione il suo lavoro lo possa condividere, trasmettere, “tramandare”...
perché saper lavorare con le mani non è squalificante, ma un valore aggiunto, un modo naturale e semplice per comunicare e trasmettere uno stile di vita nel rispetto di tutto e tutti.
A te adulto, se vuoi saperne di più, se hai voglia di “fare” qualcosa con noi scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., o lascia un messaggio su www.facebook.
com/jobbiamo/ o passa per il Patronato e fai due chiacchiere con noi.


A presto il JobTeam


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


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