Scout Cittadella 4
Era una giornata non particolarmente soleggiata, un po’ fredda, ma che sicuramente preludeva alla Primavera e al tepore che con lei sarebbe arrivato.
Francesco, rover del Clan Pendragon Cittadella 4, si era come suo solito presentato all’appuntamento del sabato, questa volta, però, l’attività era più impegnativa:
un’uscita di due giorni verso un’amena località montana in cui testare, assieme agli altri, la propria preparazione fisica per il campo estivo e, naturalmente, fraternizzare con gli altri componenti del Clan.
Come spesso accade ciò per cui noi ci siamo tanto preparati non è dagli altri ugualmente condiviso e aspettato, così, per i seri motivi personali di alcuni e per la poca voglia di altri, ci si trovò mestamente in pochi ad intraprendere quell’attività che da così tanto tempo era stata programmata quale degna conclusione di un cammino precedentemente intrapreso.
I pochi superstiti, con i loro capi, iniziarono a guardarsi diritti negli occhi, interrogandosi su quale fosse la decisione giusta da prendere; in una comunità come il Clan, infatti, i rover e le scolte non sono più soggetti alle decisioni dei loro capi, ma sono parte attiva di esse e sono chiamati in prima persona ad esprimere il loro parere.
Quel giorno i capi, forse anche un po’ scoraggiati, avevano deciso di metterli alla prova, offrendo a chi era presente un’accattivante alternativa quale attività con cui sostituire l’uscita: « Cari ragazzi, abbiamo deciso di premiare la vostra assiduità nella frequentazione delle attività permettendovi di scegliere, al posto dell’uscita odierna, un rilassante pomeriggio alle terme. . . prendetevi del tempo per pensare, poi comunicateci quanto avete deciso! ».
Dai loro occhi traspariva l’incredulità per la devoluzione di una simile scelta, ciò nonostante si confrontarono apertamente su quali fossero i pro e i contro, ma soprattutto guardando a quello che veramente avrebbero desiderato fare.
La decisione finale fu unanime, Francesco, in quel momento il più grande e maturo, si fece portatore della voce di tutti i suoi compagni affermando che, nonostante le assenze, avrebbero ugualmente voluto inoltrarsi nei boschi affrontando il faticoso cammino che li avrebbe portati alla meta. I capi, naturalmente, avvallarono la loro decisione e al ritorno dalla fantastica uscita fecero alcune importanti considerazioni.
Iniziarono a dirsi che, forse, avevano sottovalutato i loro ragazzi non capendo la grande forza di volontà presente in ciascuno di loro.
La verità è che i giovani di oggi hanno realmente contezza di quello che vorrebbero e di quello che sarebbe il bene per loro, ma ciò che viene loro solitamente proposto non ne è assolutamente all’altezza.
Ecco che, allora, appena intravedono qualcosa per cui valga la pena di lottare, confrontarsi, non esitano nel prendere la scelta migliore, la scelta che li farà crescere ed entrare in contatto con personalità diverse dalla loro, che darà loro il coraggio di mostrarsi ai loro simili senza maschere cibernetiche.
Forse noi educatori dovremmo interrogarci sempre di più sul nostro ruolo di guida e sulla bontà della proposta che siamo in grado di offrire ai ragazzi di oggi.

Alice Grasso
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