Scout Cittadella 4
È il primo anno che come scout scegliamo di coniugare la fatica di una route con il mite tepore di un paesaggio marino, il connubio è riuscito e la terra che ci ha ospitati è stata l’estrema punta del tacco d’Italia. Naturalmente il Clan Pendragon Citt. 4 non ha voluto rinunciare all’essenzialità che lo contraddistingue e ha deciso di affrontare questo viaggio con due sole taniche appese su ambo i lati della bici,
 contenenti tutto quello che sarebbe potuto servire per una settimana di campo mobile.
Da Brindisi abbiamo raggiunto Lecce, addentrandoci fino all’interno delle sue murge, con gli antichi frantoi, gli ulivi e le viti, non tralasciando di assaporare ciò che lungo il percorso incontravamo. Abbiamo così appreso come il vino vada degustato, ovverosia è necessario dapprima individuarne il tasso alcolico scuotendo leg- Route nel Salento Alice germente il bicchiere, dopodichè si può passare all’esame olfattivo, cercando di ricondurre l’odore che sentiamo a qualcosa che ci è noto, soltanto dopo queste due fasi è possibile sorseggiarne una modesta quantità, senza trangugiarlo.
La lenta sequenza appena illustrata, oltre ad essere di monito contro tutti gli usi e gli abusi che del vino oggigiorno vengono posti in essere, è anche emblema di quello che abbiamo appreso durante questa settimana. . .il fermarsi a pensare al significato e al sapore di ciò che ci circonda, l’importanza di ogni gesto, l’immenso valore che in certi momenti il silenzio può assumere.
Con questo spirito abbiamo raggiunto anche Galatina, Gallipoli, Castro, Otranto e Brindisi, affrontando i più di sessanta chilometri di percorso giornalieri, alcuni più dolci, altri più irti e ispidi, ma sempre con la voglia di raggiungere insieme la meta, aspettando i compagni più lenti e cercando di raggiungere quelli più veloci, accompagnati dal canto dei grilli e dal soffio del vento.
Abbiamo così potuto assaporare il meritato riposo dopo la fatica, il tepore dei primi raggi del sole dormendo sulla spiaggia, la gioia della preghiera corale e la scoperta che ogni cosa bella può essere ricondotta alla figura di Dio in cui, specularmente, ogni nostra bellezza trova il più autentico significato.
A testimonianza di ciò, in uno dei giorni più caldi e faticosi, giunti in prossimità di una Chiesa abbiamo potuto apprendere che « . . .il riposo è una delle più importanti categorie della Bibbia. È una dimensione a tutto campo, riguarda il nostro corpo, la nostra anima e, per ceri versi, lo scopo ultimo della nostra vita.
Fa parte del progetto di Dio. È scritto nell’armonia della nostra vita. Anche Gesù, il viandante di Nazaret, in fondo, si è fidato dell’uomo e, fermandosi, lo ha salvato. . . ».
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