Un'altra estate se n'è andata.
Ma non possiamo certo dire di esserci annoiati. Tra mare, sole, caldo, amici ma soprattutto.
. . camposcuola è stata un'estate davvero piena! Si perché una settimana di camposcuola può offrirti tantissime opportunità, dal conoscere nuove persone, al trovare momenti di riflessione, a giocare a palle di neve in piena estate. . . insomma, TANTA ROBA! E sono proprie queste le opportunità che hanno saputo cogliere i ragazzi di prima e seconda media. . . o meglio,

di ex-prima ed ex-seconda media, che si sono messi in gioco durante quei cinque giorni al Coston.
Sono stati probabilmente due dei campi meglio riusciti, e questo grazie a loro. Si è respirata un'atmosfera bellissima, alternando momenti di divertimento a momenti più seri e riflessivi.
Tra i tradizionali pallaguerra e pallabase, abbiamo potuto fare i tanto amati e allo stesso tempo inquietanti giochi notturni! In più, il giorno dell'escursione, ci siamo rotolati (animatori compresi) sulla neve sotto i 30 gradi di Luglio.
I ragazzi hanno potuto fare nuove amicizie, approfondire quelle vecchie e conoscere meglio anche se stessi, grazie agli spunti dati dagli animatori e don Luca. Spunti che ruotavano attorno al tema della speranza, in modo da portare i ragazzi a riflettere sul loro futuro, sulle loro aspettative, i loro sogni. È stato senz'altro un percorso di crescita positivo, sia da parte dei ragazzi che degli animatori. Stare assieme per cinque giorni, "sopportarsi" per tutto il tempo, giorno e (soprattutto) notte, è stata un'esperienza bellissima e veramente edificante. Convivere nello stesso luogo, ed il "clima costoniano" aiuta molto in questo, porta tutti a rendersi più disponibili e presenti verso i propri "coinquilini", costituendo quella che possiamo chiamare una vera e propria famiglia.
Ogni anno quindi è un'occasione in più per tornare a casa, per stare in famiglia. Una casa che però non è formata dal cemento e mattoni del Coston, ma da coloro che per quei pochi giorni vi abitano dentro. E in effetti, sentire i commenti dei ragazzi, così tanto piacevoli quanto istintivi come "che figata" o "na bomba", fa nascere il desiderio di tornare su immediatamente. Ogni campo lascia il segno, e questi sono stati due campi indelebili, trascorsi con lo spirito giusto, di chi ha voglia di camminare, di crescere, di vivere lasciandosi toccare dalle provocazioni degli animatori, del don, e. . . di Gesù.



Alberto Pasinato e Andrea Cecchetto.

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