Alice Grasso (Capo Clan Cittadella 4)

Prima attività di clan, mille idee cui dare una direzione, un unico obiettivo: puntare in alto e sognare.
Ma cosa significa sognare? Alcuni giorni ci svegliamo e ci accorgiamo di avere sognato solo le nostre preoccupazioni, ci accompagnano premurosamente durante il sonno, con quella loro sottile e nello stesso tempo incombente presenza.
Così spesso siamo costretti ad invertire l’ordine naturale delle cose, scambiare la notte con il giorno e sognare ad occhi aperti.
Dopotutto, l’importante è sognare, non importa come.

Peccato che non sia per niente facile.
Sì, perché quando sogni da sveglio vorresti dei sogni realizzabili e tutte quelle strane combinazioni che si ricreano in te durante la notte non lasciano la benché minima traccia durante il giorno.
Allora ce lo siamo chiesti, prima di iniziare un anno di attività, prima di iniziare a correre senza avere una meta: cosa sogniamo? Se da piccola me lo avessero chiesto avrei sicuramente risposto che sognavo di andare sulla luna. Ma adesso? Beh adesso è tutto molto più complicato, di certo non sogno più di andare sulla luna, la luna è un satellite della terra, sarebbe impensabile sottrarla a questo suo moto perenne, la sua casa è nell’universo, all’interno di un orbita in continuo movimento.
Adesso sono grande, non faccio più sogni da bambina, sogno cose più serie, o meglio, ultimamente il mio rapporto con i sogni non è stato facile, né durante il giorno, né durante la notte.
Nei giorni scorsi mi sono aggirata per i meandri della mia mente, sia dormiente che sveglia, alla ricerca di un sogno, con l’animo stretto da una forte pesantezza, una pesantezza fatta di materialità, ma resa ancora più greve dai miei pensieri.
Poi, quasi inaspettatamente, ho capito: la dimensione dell’uomo non è quella terrena, l’uomo è per sua natura rivolto verso il cielo, i suoi occhi guardano a terra per non inciampare, ma con lo sguardo cercano mete lontane.
Ci sono momenti, tuttavia, in cui l’uomo perde la strada, allora, quasi tramortito dalla paura, si attacca al suolo, come ad un grembo materno. Ben presto, però, si stanca e si accorge che la sua natura lo porterebbe lontano, quello che prima gli sembrava un accettabile compromesso diviene un insopportabile vincolo.
L’uomo che sogna, quindi, spostandosi in maniera quasi impercettibile, cercherà una nuova realtà, anche a costo di doverla creare e, una volta raggiunte le tanto amate distese di verde, qui riprenderà a guardare la luna, rincorrendo i suoi sogni, anelando al cielo.
E qui, cosa sogneresti per te, cosa sognerebbe uno scout? Qui sognerei la gioia di trovare sempre del tempo da condividere con gli altri, un lavoro che nobiliti l’animo ed il corpo, la fantasia di esprimere un desiderio per ogni stella cadente, un grande progetto per la cui realizzazione unire tutte le forze.
E cosa ha sognato il clan? I nostri sogni si sono prima confrontati e integrati, per poi confluire in un unico grande sogno, della cui realizzazione siamo già convinti, per cui ci tireremo su le maniche fin da subito: un campo in terra straniera! Dopotutto l’importante e sognare, e tanto più divertente ed impegnativo sarà quanto più è lontana e faticosa è la meta. . .
 


"niente paura"


Cittadella ascolta


24 novembre 2017

Professor Alessandro Albizzati
medico chirurgo, specialista in Neuropsichiatria Infantile
ALESSANDRO ALBIZZATI

Desiderio di morte e desiderio di vita nel mondo giovanile


2 dicembre 2017

Claudio e Paola Reggemi
genitori di Giulio
CLAUDIO PAOLA REGENI

La paura di un'idea


12 gennaio 2018

Dott. Piercamillo Davigo
magistrato, professore della 2ª Sezione Penale presso la Corte suprema di Cassazione
PIERCAMILLO DAVIGO

La giustizia che non teme


Martedì 13 febbraio 2018

Professor Stefano Zamagni
economista, professore ordinario di Economia Politica all'Università di Bologna e di Adjunct Professor of International Political Economy alla Johns Hopkins University, Bologna Center.
STEFANO ZAMAGNI

La globalizzazione tra paure ed opportunità


Mercoledì 18 aprile 2018

S.E. Francesco Montenegro
cardinale e arcivescovo di Agrigento, presidente di Caritas Italiana
FRANCESCO MONTENEGRO

La civiltà del coraggio

Orientamenti pastorali 2016 17 1

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.