Arriva la Primavera, e con essa le belle giornata di sole, più lunghe e più calde. E si perde la voglia di stare chiusi in una sede, si ha voglia di uscire, di correre e divertirsi all’aria aperta.

Non sempre si può partire, andare a camminare in montagna, fare biciclettate in Brenta, insomma, organizzare attività molto “scout”, come vengono ironicamente definite: a volte basta una palla, due porte, qualche scalpo e tanta voglia di giocare. . .« Ragazzi, fuori, si gioca a scoutball!! ».

Lo scoutball è uno sport di squadra, è giocato da 8 giocatori su un campo in erba; scopo del gioco è portare la palla con le mani oltre la linea di meta avversaria, segnando appunto una meta. Per fermare l’azione del giocatore che porta palla non è possibile bloccarlo fisicamente, ma è necessario scalparlo, ossia togliergli lo scalpo (che non è altro che un pezzo di stoffa infilato nei pantaloni) mentre ha la palla in mano; in seguito a ciò il giocatore scalpato rimette in gioco la palla, quindi esce dal campo fino alla meta successiva.

È uno sport molto diffuso nel nord Italia, Veneto ed Emilia Romagna in primis, proprio per la sua semplicità: le due porte non sono altro che quattro bastoni piantati a terra, la palla è tradizionalmente quella della pallavolo e lo scalpo può essere un qualsiasi pezzo di stoffa, e in mancanza, si utilizza sempre il buon caro fazzolettone.

Esistono numerosi tornei, nati soprattutto di recente, ma ce ne sono due storici, riconosciuti a livello nazionale, che interessano principalmente la fascia di età degli esploratori e guide (11-15 anni): il Torneo di Bologna, organizzato dal 1974 ogni anno, senza nessuna interruzione; e il Torneo di Cittadella, che ha visto la nascita nel 1979 ed è organizzato dal rep.

S. Giorgio del Cittadella 2.

La partecipazione da parte nostra, Cittadella 4 (che siamo nati “appena” nel 1989), è sempre stata molto sentita: c’è chi quel torneo l’ha vinto, c’è chi l’ha perso, c’è chi pure si è visto portare via la vittoria per colpa di una stupida monetina utilizzata per lo spareggio (essendo la finale finita in parità), ma tutti ci abbiamo messo una notevole grinta, e tanta, tantissima voglia di divertirci. E così eccoci, a poco meno di due mesi dall’evento annuale, a prepararci, realizzare magliette con su scritto Reparto Jam ed attaccare i numeri grazie al vapore del ferro da stiro, ma soprattutto a uscire a giocare appena finiti questi compiti, a correre dietro una palla stando attenti a non essere scalpati, e la gioia nel fare la propria prima meta, nel permettere ai compagni precedentemente scalpati di rientrare in campo e giocare tutti insieme, di nuovo.

Ma soprattutto la gioia del rispettare gli avversari e gli arbitri, la particolare regola che solo lo scoutball ha del non parlare in campo, perché Baden Powell l’aveva capito già 100 anni fa e poco più, che il rispetto e la lealtà trovano la loro più grande manifestazione nel gioco.

. . e allora, lasciamoli giocare!!!


Anna Ziero


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


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