Le vacanze di branco sono da poco terminate, eppure serpeggia nell'aria un inconfondibile sapore d'autunno. Per uno scout le alchimie della natura sono qualcosa di vicino ma allo stesso tempo mai del tutto svelato: sicuramente questo sapore d'autunno porta con sé il profumo dell'ultimo fuoco fatto al campo e, al contempo, quel tepore che si respira ancora nell'aria quando riprendono le attività dopo la breve pausa estiva; quando i lupetti si presentano più alti di cinque centimetri, ma con ancora in mente quella specialità che al campo avevano pensato di chiedere. Allora davanti agli occhi di un vecchio lupo e di ogni capo si susseguono una molteplicità di ricordi, fatti di cacce, di avventure, di giochi, si dimentica ogni fatica, ogni delusione e sconforto.
Ogni capo scout ha una precisa missione educativa all'interno della branca in cui è chiamato a compiere il proprio servizio, ha aspettative e speranze per ciascuno dei propri ragazzi.
Questo non significa che sia già tutto scritto, anzi, è invece vero il contrario. La difficoltà sta proprio nello scrivere assieme della pagine che non erano già prestabilite, magari con tanti errori e cancellature, ma proprio per questo più autentiche e più vere.
Tutto ciò, a volte, implica un rischio che deve essere affrontato con preparazione, fiducia e un po' di sana incoscienza. Altrimenti non si muoverebbe alcun passo, non si scriverebbe nessuna pagina. In fondo è vero, lo scautismo è quel meraviglioso viaggio per cui non saresti mai voluto partire e al quale non avresti mai potuto rinunciare. Non vuoi partire, così da capo come da bambino, perché hai paura, paura dell'ignoto, di farti male o che altri si facciano male. Ma una volta che sei partito rimarresti per sempre in viaggio. Il merito più grande, poi, è quello dei genitori, che vincendo la loro naturale paura, affidano il loro lupacchiotto arruffato a dei vecchi lupi per una settimana, accettando di fargli vivere un'avventura nuova al di fuori delle confortevoli mura famigliari.
Al ritorno dalle vacanze di branco forse scopriranno con gioia che il loro cucciolo è cresciuto, che sa preparare la tavola da solo e addirittura cucinarsi il pranzo alla luce di un falò! ... ma pian piano, eccolo che ritorna, il profumo della natura, il ricordo di quella capanna costruita nel bosco di faggi. I più grandi la ricordano come l'attività più bella, proprio perché hanno creato utilizzando le loro mani, con solo quello che la natura offriva.
Basta poco per divertirsi, anche oggi, anche per i bambini e i ragazzi di oggi. Basta una capanna.
Ma non una capanna costruita all'altro capo del mondo, una capanna costruita qui, perché a volte la felicità è vicina, non occorre inseguirla, basta aprire gli occhi, guardarla e respirarla.
Riguardo tutti i lupetti, sono cresciuti, molto di loro partiranno per una nuova avventura. Come foglie di un albero che crescono sempre più forti e più verdi, per costruire altri rifugi, per vivere in altre capanne. Forse la natura ha fatto un'altra magia, forse non è ancora arrivato l'autunno, forse è ancora estate, il fuoco è acceso, nella giungla la stagione delle piogge è ancora lontana.
L'importante è avere il coraggio di partire, sempre.

Alice Grasso Akela Cittadella 4

 


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