Scout Cittadella 2

Una storia che parte da lontano: lo scorso fine febbraio a tutte le Comunità Capi AGESCI d’Italia è arrivato, da Roma, un invito inaspettato, una lettera dei Presidenti del Comitato Nazionale che si apriva così: “il 13 giugno avremo la gioia di incontrarci in udienza privata, un’udienza solo per noi, con il Santo Padre”.
Stupiti e increduli, abbiamo riletto subito quelle prime righe per essere sicuri di aver capito bene... non appena abbiamo realizzato quello che di lì a qualche mese sarebbe successo, con gioia ci siamo detti: “noi ci saremo!”.


È stata questa la nostra risposta all’invito di Papa Francesco rivolto a tutti gli scout dell’AGESCI... e, così, la notte di venerdì 12 giugno, in 15 scout del Gruppo Cittadella 2, siamo partiti alla volta di Roma, per partecipare alla gioiosa udienza in Piazza San Pietro nella mattinata di sabato 13 giugno, assieme ad altri 90.000, forse addirittura 100.000 fratelli e sorelle scout provenienti da tutte le regioni italiane, i quali, come noi, hanno deciso di raccogliere con entusiasmo l’invito del Papa.
L’Associazione ci ha chiesto di prepararci a questo incontro con il Santo Padre con lo spirito dei pellegrini... Essere pellegrino significa scegliere liberamente di lasciare le proprie abitudini e certezze, per presentarsi, carichi delle nostre debolezze, dei nostri dubbi e delle nostre domande irrisolte, “ma anche del vivo desiderio di una vita santa, alla tomba del Cristo o a quella di uno dei suoi santi Apostoli.... Il nostro farci pellegrini è questo ed altro. Ma soprattutto è la fiduciosa attesa di poter mettere nelle mani della santa Chiesa (....) tutto noi stessi, così come siamo. È il giungere in piazza San Pietro con i nostri sogni e i nostri fallimenti, con il nostro entusiasmo e con la nostra stanchezza, con le nostre speranze e i nostri scoraggiamenti, per trovare conferma e sostegno nel Cristo crocifisso e risorto”: questo il significato che l’AGESCI ha voluto dare al nostro essere Pellegrini con Francesco.
In questo ideale cammino, i più piccoli di noi, Lupetti e Coccinelle, sono stati pellegrini della Gioia: la Gioia dei Branchi e dei Cerchi è quella di essere una Famiglia Felice, quella di una comunità cristiana che è felice di incontrarsi nel Signore e desidera mostrare la gioia della fede, nello stare insieme, nell’essere Chiesa.
Gli Esploratori e le Guide sono stati pellegrini del Bene. La decisione di fare il Bene non è sempre quella più facile, chiede il coraggio di fare i conti con tante resistenze, con la tentazione di scegliere sempre la strada più facile e più comoda, chiede di fare delle scelte; il Bene non è solo un sentimento, ma un fare, che richiede anche l’impegno e il saper fare bene.
Ai Rover e alle Scolte è stato chiesto di essere pellegrini del Dono, perchè il servizio è il senso profondo del nostro essere scout sulle orme di Gesù Cristo.
Per incontrare il Papa, per essere pellegrini che hanno promesso di fare sempre del loro meglio per essere pronti e preparati a servire, siamo andati a Roma con il bastone del pellegrino. Il bastone del pellegrino, decorato con i colori del nostro Gruppo e con i nostri nomi, è stato il simbolo del cammino e dell’animo con cui siamo arrivati in Piazza San Pietro, colorata per una intera mattinata da 100.000 camicie azzurre, 100.000 fazzolettoni e tantissimi bastoni del pellegrino, tutti diversi uno dall’altro, esemplari unici ma accomunati nello stesso spirito, come in fondo siamo noi scout.
La bellezza del nostro aver camminato da pellegrini, del nostro esser andati ad incontrare Papa Francesco è il desiderio di abbracciare chi ogni giorno ci indica la strada maestra.
A Roma, subito dopo averci salutato tutti con il consueto modo fraterno cui ci ha abituati fin dalla prima volta in cui lo abbiamo visto affacciato su quel balcone, Papa Francesco ci ha detto: “Voi siete una parte preziosa della Chiesa in Italia. Grazie!”... le sue prime parole ci hanno caricato... in un attimo, la fatica di un intenso anno di attività appena trascorso, la fatica di una nottata trascorsa in autobus, la fatica di molte ore sotto il sole in attesa di quel momento era svanita... “voi offrite un contributo importante alle famiglie per la loro missione educativa verso i fanciulli, i ragazzi e i giovani. I genitori ve li affidano perché sono convinti della bontà e saggezza del metodo scout, basato sui grandi valori umani, sul contatto con la natura, sulla religiosità e la fede in Dio; un metodo che educa alla libertà nella responsabilità. (...) vi auguro di sentirvi sempre parte della grande comunità cristiana”.
Il Santo Padre, poi, ci ha ricordato la Carta del Coraggio, fatta alla Route Nazionale, che “contiene una forte domanda di educazione e di ascolto rivolta alle vostre Comunità Capi, alle Parrocchie e alla Chiesa nel suo insieme” e ha esortato le Comunità Capi a continuare a lavorare e a investire ancora di più nella spiritualità e nell’educazione alla fede.
Ecco la parte più importante del suo messaggio, ciò che dobbiamo portare a casa dal nostro esserci fatti pellegrini, la vera missione che ci ha affidato come scout e che dobbiamo sforzarci di portare a termine: “associazioni come la vostra sono una ricchezza della Chiesa che lo Spirito Santo suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori”.
L’AGESCI, ci ha detto il Papa, può portare nella Chiesa una nuova capacità di dialogo con la società. “Mi raccomando: capacità di dialogo! Fare ponti, fare ponti in questa società dove c’è l’abitudine di fare muri”.
E se davvero vogliamo essere ponti, il Santo Padre ci ha ricordato che ciò può avvenire solo a condizione che i Gruppi non perdano il contatto con le loro Parrocchie: “Ci sono, nell’AGESCI, molti Gruppi che già sono pienamente integrati nella loro realtà diocesana e parrocchiale, che sanno fare tesoro dell’offerta formativa proposta dalla comunità parrocchiale ai ragazzi, ai giovanissimi, ai giovani, agli adulti, frequentando, insieme con gli altri loro coetanei, i gruppi di catechesi e formazione cristiana.
Fanno questo senza rinunciare a ciò che è specifico nell’educazione scout. E il risultato è una personalità più ricca, e più completa.
Se voi siete d’accordo? Allora andiamo avanti così!”.


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


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