Scout Cittadella 4

Collina, notte dell’11 agosto 2016 È una freddissima notte di montagna, scura, avvolgente. Sono seduta vicino al fuoco, ancora spento. Alzo la testa e vedo milioni di stelle. Il cielo è limpidissimo e non ci sono i lampioni o le luci delle case a rovinarlo. Rimango qualche minuto a fotografare con gli occhi questa meraviglia: domani, a Cittadella non la rivedrò più.
Questa notte però ha qualcos’altro che la rende unica e magica: per me e per altri otto ragazzi insieme ai quali ho intrapreso l’avventura dello scoutismo sarà l’ultima notte dell’ultimo campo di Reparto.
Prepariamo la legna e accendiamo la diavolina: tra poco chiameremo il resto dei ragazzi per cominciare il Fuoco, che per noi sarà l’ultimo.
Sarà una notte di riti di passaggio: noi grandi salteremo il fuoco per andarcene, mentre i più piccoli riceveranno il loro nome di caccia (un nome formato da un animale e un aggettivo che li rappresenti), segno della loro entrata a tutti gli effetti al Reparto. Così partirà un altro giro della grande ruota che è lo scoutismo. Tutto è un grande ciclo che si ripete: da quando facciamo la Promessa e riceviamo il fazzolettone, percorriamo tutti lo stesso cammino che ci pone davanti gli stessi ostacoli. Una volta superati, sta a noi prendere per mano i più piccoli e accompagnarli, finché non toccherà a loro essere la guida dei nuovi arrivati e così via.
Presto comincerà una nuova parte del mio percorso e spero di aver insegnato qualcosa di utile e lasciato qualcosa di me a chi al Reparto ci rimane ancora per qualche anno.
Se provo a pensare al mio primo anno qui, mi sembra lontanissimo: questi cinque anni mi hanno cambiata molto. Sono arrivata come una bambina impaurita e insicura, mentre ora posso dire di aver conosciuto un po’ più a fondo i miei punti di forza e aver superato i miei limiti, o almeno aver provato a farlo.
Poi ho imparato che lo zaino diventa più leggero cantando e che collaborazione e solidarietà non sono valori fuori moda. Ma soprattutto ho capito, in particolar modo quest’anno, che la fatica è necessaria per crescere e raggiungere i propri obiettivi: solo dopo aver scalato una montagna si può ammirare il panorama.
Il fuoco sfrigola nella notte fredda. Noi dell’ultimo anno siamo tutti qui, insieme.
Ci guardiamo e cominciamo a cantare: Al fuoco Al fuoco Venite tutti al fuoco Al fuoco Al fuoco Venite tutti qua.

Anna Briotto
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