vacanza di branco 2016

Ma cosa fanno quei ragazzi vestiti tutti uguali come soldatini? Cosa mai potrebbe insegnargli passare un pomeriggio a settimana vestiti così? Questo è quello che molti non-scout si saranno spesso chiesti vedendoci in giro coi nostri pantaloncini blu, camicia e fazzolettone. Ma questo modo di vestire per noi ha un gran significato.
Oltre ad essere un perfetto abito da gioco e da lavoro, l’uniforme indossata da tutti noi non permette alle evidenti diversità di abbigliamento di ognuno legate ai vari livelli sociali di fare differenze.

Così, ai miei occhi di capo scout, ogni lupetto con le sue sfaccettature finisce per essere “uguale”, grazie anche all’uniforme. Ciò non significa che nel nostro Branco ognuno venga trattato allo stesso modo (ciò sarebbe impossibile) bensì ognuno viene trattato sempre con rispetto della propria unicità, ma senza essere schiacciato dalla sua diversità. In classe a volte capita l’alunno “speciale” e tutti se ne accorgono inevitabilmente. Da noi la bravura sta nel non accorgersene quando un elemento del Branco è davvero diverso, o meglio, nel prenderne atto senza farglielo pesare, permettendogli la perfetta integrazione in quanto una delle nostre attività di maggior successo è da sempre l’accoglienza.
Fin da bambini, infatti, è giusto ricevere un’educazione che permetta di capire il prossimo, per poterlo accettare e dunque amare, come insegna Gesù. Ed è per questo che noi siamo sempre aperti al diverso: per fare del bene ai nostri bimbi cattolici abbiamo voluto con noi una bimba musulmana, per far capire la fortuna dei nostri bimbi normodotati abbiamo accolto un bimbo con la sindrome di Down, per far loro imparare il valore della famiglia abbiamo integrato un bimbo che non ne ha una, per far imparare ad ascoltare di più gli altri ha voluto rimanere con noi una bimba con problemi di udito, e via dicendo. Ognuno di loro ha molto da insegnare e abbiamo fiducia che, nelle loro preziose diversità, i nostri bimbi si aiuteranno a vicenda nel diventare buoni cittadini del mondo. Sull’essenzialità del rispetto si focalizza anche il nostro nuovo Progetto Educativo, ossia una forma di vademecum di scelte educative che si rinnova ogni tre anni in base a un’attenta analisi d’ambiente, interna ed esterna al Gruppo, compiuta dalla nostra Comunità Capi. E in questo suo primo anno di validità, ci siamo proprio prefissati di far capire l’importanza della diversità. Al fine di raggiungere quest’obiettivo nel nostro Branco, faremo vivere a ogni lupetto un’esperienza di valorizzazione delle nostre differenze culturali, fisiche, religiose, e di pensiero, in quanto ognuna di queste è fonte di grande arricchimento. Persino tra tutti gli animali che abitano la Giungla regnano i valori della fratellanza e del rispetto, come ci insegna anche la “parola maestra” di Chill l’avvoltoio del Libro della Giungla con il motto “SIAMO DELLO STESSO SANGUE, TU ED IO“.


Licia - Chill Branco Tregua dell’Acqua


"niente paura"


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