scout Cittadella 4

Capita spesso che il destino ti metta a fianco compagni di avventura non da te scelti, persone con cui si condivide una strada e si cresce insieme. Nella nostra sfera scoutistica ciò accade continuamente e a ciclo: quando si è Lupetti e si gioca con la propria sestiglia, quando si è Esploratori e Guide e si vive l’avventura con la propria squadriglia, quando si è Rover e Scolte e si fa strada col proprio clan. Ma ciò avviene anche quando, più grandi, si fa la scelta di divenire educatori e di entrare a far parte della Comunità Capi.

È un continuo cambiare il proprio “gruppo” di appartenenza, un continuo scambio di sinergie e rapporti, di compromessi e di fraterni confronti. Il gemellaggio, in tutte le sue molteplici sfumature, è da sempre simbolo della fratellanza scout. E così, in gemellaggio con la Comunità Capi del Treviso 5, ci siamo preparati a vivere il momento del Convegno Regionale, momento di confronto a livello regionale che si ha l’occasione di vivere ogni 4 anni. Il tema del Convegno 2017 erano le relazioni, sotto le molteplici sfaccettature, #intreccio di passioni, come si è voluto chiamarlo, poiché solo con la passione di provarci continuamente, sbagliare e ricominciare, si instaurano le relazioni più vere, profonde e durature.
Le due giornate del Convegno ci hanno permesso di vivere la relazione in più forme, partendo dalla nostra piccola Comunità Capi, per poi condividere esperienze (e cena) con il gruppo Treviso 5 e, in ultimo, permettendoci di rapportarci in maniera individuale alla tematica ad ognuno più cara, trattata da relatori esterni: chi ha scelto di mettersi in gioco nel rapporto con Dio, chi tra adulti, chi con ragazzi, ed altri hanno scelto il rapporto con il territorio, con la tecnologia, o con la disabilità. È stato un momento di crescita individuale molto forte, supportato da un successivo scambio di informazioni e sensazioni all’interno della nostra comunità.
Che cosa ci portiamo a casa? Sicuramente la condivisione di quanto appreso nei diversi stimoli ricevuti. Ma anche la consapevolezza che per crescere dentro di noi, dentro la nostra comunità, occorre intrecciare relazioni con l’esterno, fare osmosi, non restare chiusi.
Un’ultima riflessione, sincera: come conciliare queste necessità e queste verità con le altrettanto concomitanti necessità di giovani capi in cerca di lavoro o ancora studenti? La gioia, la passione, è quello che rende ancora buono il servizio, le sane relazioni sono ancora la chiave di un buon scoutismo, e per questo non ci sono ostacoli insormontabili.
Con la consapevolezza che nulla è immutabile e immobile, non lo sono i bambini e i ragazzi che educhiamo e non lo siamo neppure noi educatori.


La Comunità Capi del Gruppo Scout Cittadella 4

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