Capi squadriglia: forse vi sarà capitato di vederci, magari a messa, oppure durante il sabato pomeriggio, mentre facciamo attività con i nostri compagni in Patronato.
Siamo quelli con un grande “bastone” in mano, pieno di bandierine e strane targhette.
Siamo i direttori delle piccole famiglie che formano ogni reparto, le squadriglie.
Ogni anno cambiano, i componenti vengono mischiati, vengono aggiunti nuovi ragazzi e ad ognuno viene affidato un ruolo, che diventa man mano più importante ad ogni anno che passa.

Questo è il mio primo anno da capo, e credetemi se vi dico che è cambiato il mio modo di vivere e di affrontare le attività che i nostri capi ci propongono.
Prima, potevo contare sui membri della squadriglia più grandi, mentre ora che lo sono io devo contare su me stessa e anche sull’aiuto del vice, una figura molto importante di ogni gruppo. Quando si è capo, bisogna essere più che mai responsabili, mettere i bisogni degli squadriglieri prima del proprio e tirare fuori la voglia di fare, per essere di buon esempio ai ragazzi più piccoli.
Il capo non è uno sciocco, un perditempo, ma una persona significativa e seria, meritevole di fiducia, che sa rispettare ognuno dei propri compagni, anche le personalità e i caratteri con cui si va meno d’accordo.
Forse vi starò spaventando con tutti questi aggettivi, con tutte le responsabilità che i capi squadriglia si devono assumere, ma, a mio parere, essere capo è bello. È bello perchè finalmente la propria opinione e le proprie decisioni contano all’interno della vita di squadriglia.
Lo scoutismo mi piace anche per questo: oltre ad essere un bellissimo modo per passare il tempo, lascia degli insegnamenti e dà delle competenze che possono sempre tornare utili in ogni esperienza che la vita offre.
È un’attività che, con il tempo, fa acquisire una certa sicurezza, quando si tratta di intervenire e dare la propria opinione, fa crescere la propria maturità e serve per imparare anche ad assumersi le proprie responsabilità.
Questo è ciò che dopo 7 anni lo scoutismo mi ha lasciato, oltre ad avermi fatto divertire in compagnia dei miei amici.


Camilla Armano Cincillà affettuoso


"niente paura"


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