“I poveri li avete sempre con voi” (Mc 14,7) è il testamento che ci ha lasciato Gesù prima di morire in croce.
Sta a noi avere uno sguardo attento per vedere chi non ha il necessario per vivere, chi è anziano e solo, chi è malato, chi non ha lavoro, chi è stato costretto a lasciare la terra d’origine e fa fatica ad integrarsi in nuovi contesti sociali…..
Sono questi poveri che interpellano la nostra sensibilità e la nostra fede. Una fede che è tale quando viene vissuta e concretizzata nella vita con relazioni fraterne e gesti di carità.

Il 5 novembre, entrando a Cittadella ho trovato un’accoglienza che mi ha commosso.
Solenne e festosa e nello stesso tempo dolce e familiare, curata nei dettagli. Tanta luce, tanti colori, tanta musica. Pur nella sua imponenza, quel giorno il Duomo mi è sembrato quasi più raccolto. Entrare nel Duomo vestito a festa, gremito di gente, accompagnato da tanti chierichetti e dal canto dei cori è stata una esperienza che non dimenticherò.
Quando 12 anni fa salutavo i cittadellesi nella palestra del patronato non avrei mai immaginato che la stessa mi riaccogliesse a distanza di anni, completamente rinnovata.
Con tanti volti stranamente già noti e storie che nell’ incrocio di sguardi si intersecano.
E pochi secondi sono sufficienti a dilatare il tempo e lo spazio.
Una bambina di quattro anni ha detto ai suoi genitori: la festa più grande cui io ho partecipato.
Penso ai Vangeli del tempo di Natale: Gesù è entrato nel mondo e ad accoglierlo erano in pochi: solo alcuni pastori, gente semplice, senza cultura, senza interessi. Fosse nato in una reggia sarebbero corsi in tanti ad omaggiarlo con regali importanti e parole di circostanza.
Invece è nato lontano dal centro, dal potere, dalla gloria. Così nel mio cuore convivono in questi giorni due sentimenti in parte contrastanti, che non voglio comporre; mi piace viverli nella loro diversità.
Da un lato la gratitudine: desidero ringraziare di cuore la comunità di Cittadella, anche quella civile, che accogliendo il nuovo parroco, ha rinnovato il proposito di continuare a camminare insieme nella fede, in comunione con il vescovo Claudio e la diocesi.
Gratitudine riconoscente specialmente nei confronti di tantissimi che in vari modi hanno curato il momento dell’accoglienza, facendola diventare non la festa per il nuovo arciprete, ma la festa di una comunità viva e feconda.
Dall’altro la trepidazione. Vorrei invitare di cuore ciascuno di voi ad accogliere Gesù.
Lo troveremo certamente nel nostro meraviglioso Duomo preparato a festa; ma solo se avremo il coraggio di cercarlo lontano dalle luci del mondo, nelle periferie esistenziali del nostro tempo. Le periferie della solitudine, dell’abbandono, della povertà economica, culturale, relazionale, affettiva. Nel freddo di rapporti indifferenti. Nel buio di vite abbandonate dagli uomini.
È lì che da sempre Dio nasce. Ed è lì che spesso viene dimenticato.
Con trepidazione nutro la speranza che sapremo accoglierlo con gratitudine.


Don Luca Moretti

Caro Gesù bambino, come ci piacerebbe che tu rimanessi piccolino.
Ci fanno tenerezza le tue manine paffute e i tuoi occhioni aperti. Non era così comodo l’alloggio dove sei nato ma a noi fa tanta compassione.
Ci piaci un po’ meno quando, dopo trent’anni di ascolto profondo del tuo cuore e della Parola del Padre, inizi ad annunciare un Regno diverso da quello che sogniamo; un regno di pace, di giustizia, di amore.
Il tuo vagito non ci disturba. Ci disturbano invece le tue parole forti e decise che mettono a nudo le nostre ipocrisie e smascherano i nostri cuori induriti.
Guardandoti in braccio alla tua dolce mamma ti chiedo, per me, per la comunità di Cittadella di saper accettare la tua crescita.
La tua crescita accompagni la nostra. A volte ci piace troppo rimanere la comunità del Natale.
L’anno che ci sta davanti è un anno che invita a diventare una comunità adulta, fatta di tante persone che osano mettersi a servizio anche con responsabilità all’interno della comunità. Con gli occhi dei bambini semplici, allegri, vispi ma anche con il coraggio di adulti sapienti, capaci di prendersi le proprie responsabilità all’interno della parrocchia.
Caro Gesù bambino, nel 2018 rinnoveremo il Consiglio pastorale parrocchiale e il consiglio per gli affari economici: donaci di sentirci tutti responsabili della grande famiglia che è la Chiesa. Aiutaci a crescere.
Caro Gesù bambino, non abbiamo la pretesa di realizzare in pienezza il tuo Regno su questa terra. Ma abbiamo la speranza di poter essere un granello di senape: così piccolo che nessuno lo nota, ma così potente da contenere in sé la potenza della vita.
Caro Gesù bambino, aiutaci a crescere assieme a te; facci diventare adulti; aiutaci a non spaventarci di fronte alle fatiche, alle sfide, alle difficoltà. Aiutaci a saperci continuamente rialzare. Tu che sei nato umano aiutaci a rinascere divini.
Buon Natale a tutti.

 

E arrivederci a Pasqua! Don Luca Moretti

Il 10 giugno un numeroso gruppo di soci, simpatizzanti… di Una Proposta diversa
si è recato nella terra di don Milani, nel 50° della morte (1923 -1967).
Riviviamo l’esperienza nelle parole di
Gianni Marchiorello

Pellegrini. Come semplici, poveri, ansimanti pellegrini risaliamo lo sterrato che porta a Barbiana. L’ombra fresca del bosco ci ripara e ci accoglie.

Come già sapete le suore del Centro Bertollo lasciano il loro, quasi ottantennale, servizio a favore delle famiglie del territorio cittadellese e dintorni.
Dopo quello che è stato detto durante la celebrazione della Eucarestia non occorrerebbero altre parole, ma noi vorremmo sottolineare che oltre ad aver dato qualcosa in questi quasi ottant’anni abbiamo anche tanto ricevuto. Siamo qui! Il cuore è amareggiato e piange, ma in noi germoglia e ri-germoglia la speranza di un futuro nuovo, vivo e promettente per il Centro Bertollo: esso è un fiore all’occhiello per la cittadinanza tutta e, in particolare, per le famiglie! Auguriamo di cuore un avvenire di carità fruttuosa ed evangelica.


"niente paura"


Cittadella ascolta


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