L'Icona (dal greco eikon = immagine) esprime la religiosità dell'oriente cristiano; in particolare del popolo russo. Nelle case dei fedeli l'icona è posta in alto "nell'angolo bello della casa"; essa guida lo sguardo verso l'alto, verso l'Altissimo e verso l'unico necessario. Nella sua funzione liturgica, essa consacra i tempi e i luoghi; di una abitazione neutra fa una "chiesa domestica", della vita di un fedele fa una vita orante, liturgia interiorizzata e continua.

Il visitatore, entrando, si inchina davanti all'icona, raccoglie lo sguardo di Dio e poi saluta il padrone di casa. Si comincia col rendere onore a Dio e gli onori resi agli uomini vengono dopo.
Punto focale, mai decorazione, l'icona raccoglie tutta la dimora intorno all'irradiamento dell'aldilà.
La bellezza di un'icona non è produzione di un genio solitario, ma frutto della tradizione ecclesiale (l'artista scompare dietro la tradizione che parla, tanto che l'autore resta anonimo o firma "per mano di. . ."): è l'equivalente pittorico del Vangelo, un segno sacramentale della presenza divina.
Come scriveva nel 2002 l'allora Cardinale Joseph Ratzinger: " Ammirare le icone, e in generale i grandi quadri dell'arte cristiana, ci conduce per una via interiore, una via del superamento di sé e quindi, in questa purificazione dello sguardo, che è una purificazione del cuore, ci rivela la bellezza, o almeno un raggio di essa.
Proprio così essa ci pone in rapporto con la forza della verità.
Io ho spesso affermato essere mia convinzione che la vera apologia della fede cristiana, la dimostrazione più convincente della sua verità, contro ogni negazione, sono da un lato i Santi, dall'altro la bellezza che la fede ha generato.
Affinché oggi la fede possa crescere dobbiamo condurre noi stessi e gli uomini in cui ci imbattiamo a incontrare i Santi, a entrare in contatto con il bello ". Questa iniziativa vuole offrire un'opportunità per avvicinare le persone a contemplare il Suo Volto attraverso l'arte pittorica.
La mostra, che espone opere dell'iconografo Roberto Zaniolo, dei maestri russi Chiristina Procorova e Alexander Stal'- nov, detto Sascia e di alcuni allievi del Corso iconografico che si tiene presso la scuola secondaria di primo grado "Pierobon" di Cittadella, si terrà presso il Centro di spiritualità intitolato a Charles de Foucauld detto anche Piccolo Eremo al Carmine in Borgo Padova 45 a Cittadella.
Questo Centro promuove varie iniziative aperte a tutti: corso biblico (12 incontri), ritiro-sosta spirituale (5 incontri), mini corso per scoprire la preghiera (7 incontri),Adorazione Eucaristica (1 ora al giorno e il giovedì con la santa messa), lectio-divina (ogni sabato sera), progetto famiglia per fidanzati e giovani coppie e gruppi di formazione permanente (1 incontro al mese); poi ogni persona vive i propri impegni in famiglia, parrocchia, lavoro, ambiente. . .
Tutte queste attività vogliono essere momenti di formazione spirituale permanente perché essa come dice il padre Amedeo Cencini è " . . .il respiro che accompagna la vita umana- cristiana nel suo intercedere ordinario e straordinario; . . .è azione divina, dono e grazia prima di essere fatica umana, ma chiede comunque la piena disponibilità dell'uomo.
. . ovvero la libertà intelligente e attiva di imparare. . .
Decisiva diventa allora, la capacità di relazione e in particolare il rapporto con il tempo. . . ".
Infatti la formazione è permanente se è quotidiana e se si estende a tutta la persona: cuore, mente, volontà, sensi. . .
In quest'ottica il "guardare" un 'icona può diventare momento per fermarsi e incontrare l'Altro, l'Invisibile e far nascere in noi il desiderio di conoscerlo meglio, attraverso il Libro per eccellenza, la Bibbia nella quale si trova, come diceva Card.
Martini " . . .la Parola definitiva, quella che dà sicurezza, che muove, coinvolge, rimprovera, incoraggia, . . .".


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