Come ormai consuetudine il gruppo Famiglie Nazareth ha trascorso la settimana di ferragosto al Rifugio Coston. Un appuntamento che si ripete oramai da un decennio e che non manca ogni anno di riservare qualche novità. Quest’anno si sono aggiunte tre famiglie che hanno voluto condividere il cammino: accogliere nuove persone, ed essere a nostra volta accolti, ha reso ancora più bella l’esperienza.

La comunità parrocchiale viene definita come “Famiglia di famiglie” e cosa c’è di meglio che sperimentarlo in prima persona, formando una grande famiglia che condivide, seppure per un numero limitato di giorni, la casa, il cibo, i ritmi quotidiani? La giornata era scandita da pochi momenti essenziali: le Lodi al mattino appena svegli per iniziare la giornata orientati verso di Lui. Se il tempo lo permetteva una breve escursione per ammirare le bellezze della natura (siamo “Popolo in cammino”); a mezzogiorno preparare assieme quanto necessario per il pranzo (« dacci oggi il nostro pane quotidiano »), nel pomeriggio la lettura e l’approfondimento del tema, per poi concludere la giornata celebrando assieme la S. Messa per “ricapitolare tutto in Cristo”.

Durante l’anno, sopraffatti dai quotidiani impegni lavorativi e domestici, difficilmente troviamo il tempo e le energie per dedicarci alla nostra spiritualità, proprio per questo Gesù, che conosceva la natura umana e i suoi limiti, chiamava in disparte i suoi discepoli e li invitava a salire sul monte per pregare.

Il tema che abbiamo approfondito quest’anno, con l’aiuto di Don Remigio, è stato “I frutti dello Spirito”, si tratta dei frutti di cui ci parla San Paolo “Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo”.

A noi che siamo oramai assuefatti alla sintesi (TVTTB si scrivono oggi i ragazzi) sembra quasi che questa lista sia eccessiva, sembrano quasi superflue tutte queste precisazioni, in fondo l’amore non le comprende già tutte? Forse si, ma cosa significa “amare”, anzi “Amare” con la A maiuscola? Ecco che esaminare una ad una le varie sfaccettature dell’Amore, ci insegna cosa significa concretamente amare nei vari contesti in cui ci troviamo. E ci da anche un elemento di giudizio molto importante su cui valutare il nostro amore per gli altri, infatti come ci ricorda Gesù “dal frutto si riconoscono gli alberi” e dai frutti che portiamo possiamo riconoscere se il nostro amore è autentico.

Parallelamente ai genitori, anche i figli hanno seguito un loro percorso, i più grandi impegnandosi come “animatori”, i più piccoli prestando la loro attenzione, ciascuno secondo le proprie possibilità.

Hanno approfondito il messaggio di San Francesco ed in particolare “il servizio agli altri”.

Per concretizzare quanto appreso, hanno realizzato un pendaglio a forma di “Tau” che hanno donato a tutti i partecipanti al campo. Anche questo è solo un piccolo segno, ma forse è proprio di piccoli segni, di piccoli semi d’amore che ha bisogno il nostro futuro per portare buoni frutti domani.

 


"niente paura"


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