Fra Dionisio Filippi era un frate minore, è vissuto nei conventi di Venezia, Treviso e Cittadella dove ha lasciato un ricordo indelebile tra la popolazione. Egli si è fatto conoscere soprattutto per la sua opera di frate questuante.

Per questo motivo l’Amministrazione Comunale di Cittadella ha voluto intitolargli una via, a quarant’anni dalla morte.

Per l’occasione, il 19 maggio 2011 si è svolta nella sala consigliare di Cittadella una bella serata – conferenza con la presenza di autorità civili e religiose.

La popolazione ha partecipato numerosa e così molti hanno potuto testimoniare come sia ancora vivo il suo ricordo e anche confessare la nostalgia di non averlo più tra di loro, seppure con la certezza che fra Dionisio sta aiutando tutti con la sua intercessione dal Paradiso.

La presenza al tavolo dei relatori del Vicepostulatore dei frati minori, padre Fabio Longo, e il Postulatore delle Cause dei Santi della Diocesi di Padova, Mons. Pietro Brazzale, significa che per fra Dionisio si guarda anche al futuro.

Nell’ambito della serata sono stati messi in risalto alcuni tratti della vita di questo frate francescano, che volle vivere pienamente il Vangelo sulle orme di san Francesco.

È stato detto che nella vita di fra Dionisio ci sono molti aspetti significativi e quanto mai edificanti.

È stata ammirata prima di tutto la sua umiltà: egli compì ogni suo servizio con semplicità, come se fosse nato per una attività che mirava al bene degli altri, dimenticando sé stesso.

La sua opera esteriore era animata da un convinto atteggiamento interiore. Lo spirito francescano lo portava a “farsi tutto a tutti”, specialmente per i più piccoli e i più poveri.

Fra Dionisio attingeva forza e perseveranza per il suo instancabile lavoro nell’Eucaristia: davanti al Santissimo passava molto tempo in adorazione.

Ai piedi del tabernacolo trovava il rifornimento per avere sempre quella serenità e quell’ottimismo, che poi trasmetteva a tutte le persone che incontrava.

Non aveva compiuto grandi studi teologici. La meditazione e la lettura spirituale erano i mezzi fondamentali per nutrire la sua fede.

Ma per lui soprattutto Gesù era un grande maestro, quando si metteva in silenzio ad ascoltarlo, realmente presente sull’altare.

Fra Dionisio ci ha insegnato che cosa vuol dire “essere vicino alla gente”. Significa essere vicino a tanti drammi, che si consumano dentro le mura domestiche. L’umile frate cercatore non aveva fretta.

Sapeva fermarsi ed ascoltare gli sfoghi liberatori di tanti uomini e donne che chiedevano l’aiuto della sua preghiera.

Non è esagerato affermare che fra Dionisio è stato “una incarnazione della carità”. Noi parliamo spesso di carità, ma rischia di rimanere una parola molto astratta. Abbiamo bisogno di vedere il suo esercizio, nella vita concreta di ogni giorno.

Non solo in fra Dionisio c’è la realizzazione di una carità umile e disinteressata, ma essa è anche virtù teologale, perché tutto viene compiuto per amore di Dio. Sappiamo che è questa virtù, con tali caratteristiche, che dà forma e consistenza a tutte le altre virtù.

Se ci mettessimo a passare in rassegna tutte le virtù, che deve esercitare un buon religioso, ci accorgeremmo che in fra Dionisio la carità ha poi impregnato di sé tutti gli ambiti della sua vita.

Ma c’è un aspetto della vita di fra Dionisio, che rende la sua figura di grande attualità.

Egli fu anche un cercatore di vocazioni.

Egli aveva capito che bisognava saper anche chiamare, proporre ai ragazzi e ai giovani una vita di consacrazione.

Molti religiosi testimoniano di essere stati portati da ragazzi, proprio da questo frate cercatore, a riflettere sul loro futuro e hanno scelto la vita religiosa.

Fra Dionisio nella semplicità e nella umiltà, senza fatti mistici straordinari, ha percorso la via della santità.

Da buon francescano, ha contribuito a riparare e a costruire la Chiesa, sempre bisognosa di rinnovamento, secondo le necessità del tempo. Ma questa è la caratteristica delle anime grandi: esse hanno sempre da dire qualcosa a tutti, in ogni luogo e in ogni tempo.

Daniela Cortiana


"niente paura"


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