In occasione della commemorazione dei Defunti del 2011, la Comunità di Cittadella ha potuto visitare il luogo di sepoltura dei Parroci e dei sacerdoti cittadellesi riuniti in una nuova e particolare sistemazione.

Una tomba monumentale costruita per dare una degna collocazione alle persone che, con la loro opera pastorale, hanno contribuito a far crescere la vita spirituale delle Parrocchie cittadellesi.

L’opera è stata frutto di impegno da parte di molti: tante persone della Comunità Parrocchiale che con volontà e fede hanno creduto nella possibilità della sua realizzazione, Il Comune di Cittadella che ha concesso l’area in una zona del Cimitero Monumentale così significativa, i progettisti che hanno sviluppato la non facile soluzione progettuale, la Parrocchia che si è accollata anche la parte onerosa e tutte le ditte che con dedizione si sono avvicendate nelle fasi della costruzione.

Per meglio comprendere le caratteristiche di questo importante risultato di cui ora la Comunità dispone, proponiamo le considerazioni dei due progettisti dell’opera: Giorgio e Giovanni Brotto, geometri con studio in Cittadella.

« Ci è stato proposto di realizzare una tomba “monumentale” per la sepoltura comune dei Sacerdoti delle Parrocchie di Cittadella, che si colloca nel Cimitero di Cittadella, all’interno dell’area scoperta delimitata dall’emiciclo monumentale, nella porzione ad Est, dove già avevano trovato spazio le tombe dei Parroci Mons. Pesavento e Mons. Basso.

È stato un impegno importante che abbiamo cercato di svolgere con la dedizione e lo spirito naturalmente imposti da un’opera così particolare.

Valutazioni di carattere tecnico ed economico ci hanno indotto alla scelta dell’ utilizzo di 3 moduli di sepoltura interrati in prefabbricato cementizio, accostabili tra di loro tramite aperture di collegamento realizzate sulle pareti perimetrali.

Il sigillo in marmo, di accesso ai moduli, è l’unica emergenza superficiale del manufatto, che, rialzato di pochi centimetri rispetto alla quota del terreno, consente la realizzazione di una struttura “a raso” con una limitatissima incidenza verticale, che sia quanto meno impattante rispetto al contesto edilizio e monumentale circostante.

Nel progettare questa specifica parte del cimitero sembrava doveroso volgere lo sguardo verso segni e simboli identificativi della struttura a crocefisso, di cui si è proposta la risoluzione.

Il sigillo d’accesso ai moduli interrati di sepoltura è costituito da una lastra in marmo con inciso, in traccia, il simbolo della croce latina, è situato in posizione centrale rispetto al perimetro d’insieme, in rilievo rispetto alla quota del terreno ed orientato verso Sud-Ovest.

Si rivolge perfettamente verso l’abside del Duomo dei S.S. Prosdocimo e Donato, a tracciare così una linea virtuale che unisce il luogo in cui i Sacerdoti hanno espresso il loro credo, la vita sacerdotale, ed il luogo in cui accedono alla “vita che verrà”, dando così ai presenti, la possibilità di cogliere il concetto di continuità tra ciò che è stata la vita vissuta e ciò che si trasforma nel ricordo di chi è stato.

La linea virtuale è identificata anche da un percorso in lastre di pietra, che circondano poi il sigillo e si prolungano nei due lati, in direzione Nord-Ovest e Sud-Est, a definire le “braccia” ideali della croce latina che va così prendendo forma.

Il lastricato funge da accesso al sigillo, ma consente anche la visita alle lapidi pure in marmo, che hanno forma di tozzetto ribassato e sono distribuite uniformemente sopra e sotto le “braccia” della croce, a rappresentare l’accoglienza dei defunti da parte del Padre, in quello che è il simbolo della Sua casa.

Giorgio e Giovanni Brotto

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