Un gruppo di parrocchiani ha partecipato, verso la fine di ottobre, alla traslazione e sepoltura dei parroci e sacerdoti defunti della nostra Comunità nella nuova tomba per loro costruita.

Anche le spoglie di don Luigi Rossi sono state definitivamente deposte nello spazio previsto.

È stato un momento emozionante che ci ha riportato indietro a quel martedì di Pasqua del 1995 quando è stata celebrata l’Eucarestia di saluto a don Luigi, dopo averlo vegliato per più giorni nella chiesa del Carmine. Tutti i partecipanti commossi dalla toccante e intensa celebrazione nel ricordo del loro amato pastore lo hanno accompagnato in processione, sotto un luminoso sole di primavera che riscaldava i cuori in quel momento di grande tristezza, fino alla sepoltura nella cappella del cimitero.

Davanti a quella cappella molti in questi anni si sono recati per recitare una preghiera, per chiedere una intercessione, per deporre un fiore o solo per un saluto, un ricordo ed uno sguardo.

Sempre più certi anche noi, come ha scritto don Luigi che. . . « La comunione dei santi unisce i vivi e i morti nel regno di Dio, dove il tempo e lo spazio non dividono più. . . i defunti, forti di una intimità con Dio nell’unità della Chiesa, partecipano alla fatica dei vivi ».




Frasi di don Luigi Rossi sulla “Pasqua” tratte da suoi scritti e da omelie


« La prossimità della Pasqua ci induce a fare un raffronto tra la nostra vita di ogni giorno e il grande mistero cristiano, che ci qualifica come credenti: i cristiani infatti sono coloro che della Pasqua di Cristo fanno il costante punto di riferimento e la mettono al centro della loro esistenza. La Pasqua è l’unico, vero motivo della nostra speranza ».

« Il mistero pasquale ci apre alla speranza e quindi alla progettualità: Cristo che muore per amore degli uomini e risorge per una vita immortale ci dice a chiare lettere che la vita dell’uomo – di ogni uomo – ha un senso, ha una meta e che pertanto va vissuta nella speranza ».

« Dalla Pasqua riceve luce tutta la vita della Chiesa e in particolare i riti sacramentali, che della Pasqua sono il prolungamento e l’applicazione.

Noi abbiamo fatto Pasqua nel giorno del Battesimo, facciamo Pasqua quando ci riconciliamo con Dio e i fratelli, soprattutto celebriamo la Pasqua quando partecipiamo alla Cena del Signore, la S.

Messa ».

« La Pasqua, oltre ad essere un evento storico, oltre ad essere un solenne rito liturgico, è anche poesia, speranza, vita.

Noi cristiani siamo gli annunciatori convinti della Pasqua, cioè del “passaggio” da morte a vita, del trionfo di Cristo sulle potenze del male e della morte ».

« Miei cari, la risurrezione del Signore dice che il vangelo è dottrina di vita e che quindi va presa sul serio ogni giorno nelle piccole o grandi decisioni. Allora, vedete, la Pasqua dà senso e significato compiuto anche alle esistenze umanamente degradate e umiliate.

Pensiamo ai malati, agli handicappati, agli anziani che il mondo mette in disuso. Tutte queste persone hanno assicurato un destino eterno, purché si uniscano a Cristo risorto ».

« C’è un segno, lo faremo tra breve, lo faremo tutti, io penso: apriremo le mani e verrà messa nelle nostre mani l’Eucaristia. Quel pane che sembra inerme, è il corpo del Signore vivente, del Risorto, di colui che ci prende per mano e noi lo prenderemo nelle nostre mani e lo riceveremo nella nostra bocca. Ebbene, queste mani aperte per ricevere l’Eucaristia, rimangano sempre aperte alla visita del Signore, non vengano mai chiuse queste mani. Siano sempre aperte queste mani! Ecco, siano il segno pasquale: Gesù che ci prende per mano, noi che apriamo le mani, perché lui venga in noi. Che questo lasciarci toccare dal Cristo risorto sia l’atteggiamento costante della nostra vita: ecco l’augurio che ci facciamo reciprocamente ».



"Per un pugno di dollari"


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