«Ma se mi ammalo, domani non potrò più fare la comunione... »: questa è stata l’ultima di una serie di paure di nostro figlio. L’attesa della sua Prima Comunione è stata davvero vissuta intensamente: risvegli notturni, eccitazione, ansie, emozioni. . . non ce l’aspettavamo. E così ci ha di nuovo stupiti, piacevolmente, per il suo coinvolgimento nella preparazione, per la sua spiritualità semplice ma essenziale, per il suo parlare in modo così naturale di Dio.

Arrivato il grande giorno anche l’emozione è stata una sorpresa. Appena entrati in chiesa si respirava l’atmosfera di una grande festa, ed è doveroso ringraziare tutti coloro che l’hanno preparata, in tutti i sensi: grazie a chi ha allestito la chiesa, grazie al coro, grazie ai catechisti e ai sacerdoti, grazie a tutte le famiglie che condividendo con noi questo momento ci hanno fatto sentire parte di una comunità.

Il grazie più grande a Dio che spezzando il pane offre la sua vita per noi ed entrando dentro di noi ci da la forza di seguire il suo esempio.

Tutti attorno all’altare con le tuniche bianche e gli occhi attenti i bambini vivono con partecipazione la S. Messa e ad uno ad uno “incontrano Dio”. Il pane che ricevono è diventato corpo di Cristo: è un mistero, è un atto d’amore , e, come l’amore, non si può spiegare, si può solo vivere.

Come genitori ci proponiamo di aiutare nostro figlio a sperimentare l’Amore di Dio perché la felicità è questa: sentirsi amati e riuscire ad amare.

Noi abbiamo il compito di facilitare quest’incontro, di aiutare il nostro bambino a coltivare un’amicizia con Gesù perché non c’è davvero miglior compagno di viaggio! Dopo aver ricevuto la comunione, con la felicità che traspare dai loro volti, tutti i bambini cantano: “INSIEME A TE, UNITI A TE, LA NOSTRA VITA SI TRASFORMERÀ, INSIEME A NOI, ACCANTO A NOI, TI SENTIREMO OGNI GIORNO GESÙ”. Possa essere così per tutti noi. . .

due genitori


"Per un pugno di dollari"


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