30 aprile 2012 - Tappa n° 5: "INDIFFERENZA"

Comacchio – Ravenna Km. Percorsi 32. Località visitate: Comacchio - Lido degli Estensi - Lido di Spina - Belloccchio - Cippo di A. Garibaldi - Ravenna. Non immaginavo che potesse essere così dura. La tortura dei piedi condiziona il pellegrinaggio. Penso però che tutto quello che ci accade ha un senso una motivazione, anche quando in apparenza la condizione che si sta vivendo sembra non averne. La provvidenza ha infiniti modi per palesarsi.


Questa mattina ho chiacchierato un po' con Don Paolo: è veramente una persona molto gentile, mi ha preparato un buon caffè che abbiamo gustato assieme, poi ci siamo salutati e sono partito.
Considerato il dolore ai piedi, sbaglio strada; risultato: un ora di strada in più da percorrere. Anche questo ha un senso. Marco, mio figlio, mi ha informato che l'ultimo tratto del percorso da me preparato non va bene, è troppo pericoloso, sta guardando un itinerario alternativo. Penso che quando arriverò a Fano andrò a trovare gli amici Carabinieri e mi informerò.
Mi basterebbe trovare una strada servita dai mezzi pubblici da utilizzare in caso mi trovassi in difficoltà.
Giunto a Ravenna trovo alloggio in un alberghetto con poche comodità ma va benissimo. L'alternativa che mi era stata proposta era di attendere le ore l'apertura del dormitorio pubblico. Avrei dovuto attendere le ore 18:00 ma non ero sicuro che poi ci sarebbe stato posto. Purtroppo i senza tetto non mancano. La giornata termina come sempre con qualche SMS di amici e la telefonata a casa.
I piedi mi creano problemi e decido di rimanere in camera. Cenerò con quello che ho, va bene così!

1 maggio 2012 - Tappa n° 6: "ACCOGLIENZA"

Ravenna – Cesenatico Km percorsi n° 29. Località visitate: Ravenna - Porto di Ravenna - Porto Fuori - Fosso ghiaia - Savio - Cervia - Cesenatico.
Mi sono appena svegliato e sento forte l'assenza di Silvia, a casa al mattino c'è il rito della colazione, ancora una settimana e ci rivedremo.
Ho la sensazione che oggi i piedi facciano meno male, ma non sarà così! Nonostante la distanza da percorrere non sia stata lunga e le località erano belle non è stata una giornata per nulla semplice. Sono arrivato a Cesenatico, molto gentilmente il Parroco, al quale ho chiesto un timbro sul diario e un po' di aiuto, ha chiamato Sr. Emanuela per chiedere se poteva ospitarmi. Sr. Emanuela ha risposto positivamente.
Giunto a destinazione presso la colonia Schuter mi ha accolto lei, Sr. Emanuela, e mi ha presentato ad alcune sue consorelle. Sentito l'esperienza che stavo vivendo mi hanno invitato per la cena così da poter parlare di questo mio pellegrinare. Non lo sapevo ancora, ma quella cena sarebbe stata la seconda e ultima volta, nel corso del pellegrinaggio, che avrei mangiato qualcosa di caldo seduto ad un tavolo. Ora mi trovo in una bella cameretta in un fabbricato costruito vicino alla colonia a neanche 100 metri dal mare. Siate benedette Sorelle Orsoline, mi avete accolto da amico.
Pur trovandomi in una meravigliosa località di mare lo spirito non è quello del divertimento. Penso che ciò sia naturale, il mio non è un viaggio di piacere ma un pellegrinaggio ed è anche un'occasione unica che permette di rimanere per molto tempo con me stesso.
In camera trovo delle riviste interessanti. Leggo alcuni articoli che mi colpiscono. Di San Giuseppe Cofasso (un santo del Risorgimento) leggo che agì tenendo fermi 4 punti:
1. fare ogni cosa come la farebbe il nostro Signore
2. farla in quel modo come vorremmo averla fatta, quando ne sarà domandato conto al tribunale di Dio
3. come se fosse l'ultima della vita
4. come se non se ne avessimo un'altra da compiere.
Inoltre per non perdere di vista la meta, cioè il Paradiso ad ogni giorno della settimana aveva assegnato un fine speciale, diceva:
• la Domenica bisogna vivere di fede
• il Lunedì bisogna vivere di speranza
• il Mercoledì vivere di contrizione per i peccati
• il Giovedì vivere di zelo per la conversione di un peccatore, per la salvezza di un moribondo e per la liberazione di un'anima dal purgatorio
• il Venerdì vivere per la contemplazione di fronte a crocifisso
• il Sabato è consacrato alla Madonna.
In questo mio pellegrinare quasi nulla va come pensavo sarebbe andato: tempi, luoghi ed emozioni tutto inatteso. Inizio a pensare che è bene non programmare più di tanto, meglio confidare nella bontà del Padre.
Sant'Agostino aveva ragione quando pensava che « gli uomini amano la verità allorché si rivela, e la odiano quando li rivela ».
Fra poco chiamerò il mio amore e mi sentirò sollevato.

2 maggio 2012 - Tappa n° 7: "RIFIUTO"

Cesenatico – Rimini/Riccione. Km percorsi n° 28.
Località visitate: Cesenatico - Valverde - Villamaria - Gatteo mare - San Mauro a mare - Bellaria Igea - Torre pedrera - Visarbella - Viserba - Rivabella - San Giuliano a mare - Rimini.
Il tragitto è breve, soli 28 Km, bellissimo. Cammino costeggiando la ferrovia, di tanto in tanto mi inoltro più verso il mare che vedo in continuazione a poche decine di metri. È tutto un susseguirsi di case, alberghi che si stanno preparando per la stagione balneare, bar.
Arrivato a Rimini, forse a causa del viavai frenetico delle persone, mi sento un po' confuso e non so se fermarmi o proseguire.
Mi rendo conto che più mi allontano da casa più il senso di solitudine si fa sentire. A volte mi sento fuori luogo, come se non vivessi quel momento in quel luogo come se stessi guardando un film.
Come sempre cerco una Parrocchia dove timbrare l'amico diario e chiedere informazioni e aiuto. Di fronte ad un magnifico edificio vedo scritto Curia Vescovile, entro e mi presento ad un custode che mi invita a recarmi da un sacerdote che si trova in una stanza vicino l'altare. Entro, mi ripresento e spiego chi sono, cosa sto facendo, il motivo della mia visita. Il trattamento che ricevo sarà di estrema freddezza e mi farà riflettere, il sacerdote sembra essere così impegnato da non avere nemmeno il tempo di posare la penna per salutarmi, mi saluterà con la mano sinistra e questo gesto mi fa riflettere. Sto pensando all'amore fraterno tanto predicato da San Francesco, ai suoi insegnamenti.
Cerco dove trascorrere la notte ma i prezzi sono troppo elevati così decido di proseguire, spero fino a Riccione. Addio Rimini godereccia ti ricorderò inospitale.
Dopo pochi chilometri non ho più la forza per sopportare il dolore, prendo il treno che dopo pochi chilometri mi lascerà.
Arrivato a Riccione cerco un sacerdote che mi possa aiutare ma l'esperienza appena vissuta mi ha così turbato che desisto. Accendo il cellulare, attivo l'applicazione luoghi e cerco. Troverò alloggio presso un Hotel; i titolari vedendomi e scoprendo che il mio è un pellegrinaggio mi offriranno ospitalità facendomi un bel sconto e non facendomi pagare un'abbondantissima colazione.
Quella sera in una rivista troverò scritta questa frase: « NON È DIFFICILE FARE LA COSA GIUSTA! È DIFFICILE CAPIRE QUALE SIA LA COSA GIUSTA! ». Giunto ad Assisi pregherò anche per i sacerdoti così impegnati da non accorgersi del prossimo.

3 maggio 2012 - Tappa n° 8: "DISPONIBILI A PAGAMENTO"

Riccione – Fano. Km percorsi n° 35. Località visitate: Riccione - Misano Adriatico - Belvedere - Montalbano - Ponte Tavollo - Ponte del Colombarone - La Siligata - Pesaro - Fano.
L'umore non è dei migliori ma non importa, anzi, questo stato emotivo mi dà la possibilità di mettere a nudo le mie debolezze e scopro che la mia forza non dipende solo da me, tutt'altro. (Non esplicito la persona che mi dà forza ma vi invito a darle un nome).
La cosa più difficile è ritrovare la motivazione. Nei mesi di preparazione quando pensavo a questa esperienza mi sentivo in forma, tonico, immaginavo il momento in cui avrei scorto il monte beato dove è seduta ASSISI. Sono solo a circa 250 Km da casa, non sono immerso in una giungla, eppure mi sento senza direzioni, tutto è più difficile. Mi dà forza il pensare a Sant'Agostino e a quanto, con simpatica insistenza, esortava: « Canta e cammina! Senza smarrirti, senza indietreggiare, senza fermarti. Canta e cammina! ». O a quella storiella orientale nella quale un sultano depresso chiedeva aiuto ai suoi maghi che intimoriti non se la sentivano di consigliarlo. Il giusto consiglio gli arriverà, come sempre, da un vecchio saggio che gli consiglia di scrivere la seguente frase che il sultano avrebbe dovuto leggere nei momenti di difficoltà: « Passerà anche questa ». La cosa funziona! Dalla tappa di domani inizierò ad inoltrarmi verso l'interno. Arrivato a Fano sono andato a chiedere indicazioni agli amici Carabinieri, mi hanno rasserenato spiegandomi che la strada scelta è percorribile. Mi hanno detto che per qualsiasi bisogno basta comporre il 112. Mi sconsigliano di percorrere il tratto Fossombrone Gubbio, ci penserò! Fano lungomare. È il primo giorno, da quando sono partito, in cui mi permetto un po' di tempo per gustarmi il luogo che mi ospita. Sono dispiaciuto di aver fatto preoccupare Silvia per un disguido con la mia banca, ora tutto è risolto al meglio, il problema era dovuto al fatto che non ricordavo più il pin della mia carta ricaricabile. Devo ringraziare san Giuseppe.
Verrò ospitato dalla comunità di Don Orione.


(continua) Gianfranco Okroglic


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