A50 anni dall'inizio del Concilio Vaticano II, il papa Benedetto XVI aprirà ufficialmente l'Anno della fede. Sapendo che tutti i testi conciliari non sminuiscono il contenuto evangelico, anzi lo attualizzano, anche noi tutti ci sentiamo per così dire coinvolti in questa desiderio di ricerca e di crescita nella fede. Dal Concilio emerge l'urgenza di un dialogo aperto con il mondo e di una apertura totale ai "segni dei tempi"

Tali prospettive ci invitano ad un altrettanto urgente impegno per la nuova evangelizzazione che attende la Chiesa universale
La Chiesa in questi anni ha camminato molto e si è data da fare su molti aspetti legati all'Iniziazione Cristiana. Oggi forse più che mai, la Chiesa sente il desiderio di non indottrinare, né tantomeno proporre una ideologia religiosa, ma la volontà di raggiungere l'uomo nell'intimo di se stesso, nel luogo dove egli è alle prese con la sfida fondamentale del suo esistere! Ci troviamo quindi di fronte ad una Chiesa che continua il suo cammino di conversione e la sua particolare dedizione al primo annuncio
« È su questo sfondo che anche la nostra chiesa di Padova inizierà ufficialmente sabato 13 ottobre, attraverso l'assemblea diocesana, il nuovo anno pastorale
Sarà un anno che metterà ancora al centro il ripensamento dei cammini di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, con particolare attenzione alla formazione degli accompagnatori degli adulti e vedrà il rinnovo degli organismi di comunione pastorale
Un tempo, quindi, favorevole per vivere lo spirito del concilio Vaticano II e per impegnarsi concretamente nella nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana agli adulti e alle nuove generazioni » (don Giorgio Bezze, direttore dell'ufficio catechistico della Diocesi di Padova)
È quindi un tempo di particolare grazia, da accogliere, interiorizzare e far maturare pian piano dentro al nostro cuore. Lo Spirito soffia sempre. . . noi lo sappiamo avvertire e accogliere? « La revisione dell'impianto dell'Iniziazione cristiana tocca un pilastro fondamentale della formazione dell'essere cristiano e della Comunità cristiana. È perciò in gioco la missione essenziale della Chiesa; la sua stessa ragione di essere che consiste nell'annunciare Gesù Cristo, unico Salvatore, renderlo presente e introdurre le persone all'incontro salvifico con Lui per vivere un'esistenza rinnovata di fede – speranza – carità e avere la vita eterna. Nella Chiesa, d'altra parte, si accede per la porta della fede e si diventa membra vive con i sacramenti dell'Iniziazione cristiana, per cui, con l'Iniziazione cristiana, la Chiesa rigenera se stessa. Questa riflessione fa comprendere che l'Iniziazione cristiana non è un aspetto secondario e marginale, ma centrale e prioritario della vita e della missione della Chiesa
Pertanto, la Chiesa ha sempre praticato l'Iniziazione cristiana, per la chiara ragione che « cristiani non si nasce, si diventa » (Tertulliano, Apol. 18,4) » (Antonio Mattiazzo, Vescovo di Padova)
Dal momento che tutta la comunità cristiana deve tendere, in tutti i suoi membri, a crescere in qualità di fede, di testimonianza di vita, di accoglienza, ogni sua parte (gruppo o associazione o singolo membro che sia) devono essere consapevoli che non agiscono a titolo privato, ma in nome e per mandato della Comunità, quindi anche l'Iniziazione Cristiana risulterà essere un cammino condiviso sia dalla Diocesi che dall'intera parrocchia. Dal momento che il modello fin ora in uso di Iniziazione cristiana risulta alquanto scadente ci si è interrogati sul fatto che quest'ultimo è bene che si realizzi non tanto conducendo ai sacramenti dell'Iniziazione cristiana, ma "attraverso i sacramenti dell'Iniziazione cristiana" e, recuperando l'unitarietà dei tre sacramenti (Battesimo, Cresima, Eucaristia) che sgorgano dal mistero pasquale di Cristo, ponendo l'Eucaristia al vertice del cammino di Iniziazione cristiana
Proprio per questi motivi, la sfida richiesta ai Capi Scout è altamente impegnativa, ma personalmente credo ne valga la pena saperla accogliere. La proposta consisterebbe nel saper sapientemente coniugare cammino educativo- associativo e Iniziazione Cristiana: una sorta di catechesi esperienziale assieme a ragazzi e genitori, dove attraverso la metodologia Scout e attraverso le dinamiche proprie di questa associazioni si dovrebbe permettere ai ragazzi di vivere un'esperienza arricchente di Chiesa, facendo gustare loro una sana nostolgia per le "Cose" di Dio
Io non ho la bacchetta magica in merito a tale questione, nel senso che siamo in una fase di studio di questo rinnovo della catechesi e dell'Iniziazione cristiana, ma se questa esperienza ci farà crescere sbagliando, allora termino dicendo che per essere in linea con tutta la Chiesa, "bisogna proprio sbagliare"! A tutti un buon cammino e una buona riflessione
Stiamo al passo con i tempi e attenzione a dire che la Chiesa non è a passo con i tempi!

Don Marco Cappellari


"Per un pugno di dollari"


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