Gesù, nascendo, ha coinvolto tutte le categorie di persone (ricchi e poveri, farisei e pubblicani, uomini e donne, ebrei e pagani ...) e tutte le fasce di età: adolescenti, giovani, adulti, anziani, bambini.
Nei giorni dopo Natale ricordiamo la "festa" dei santi Innocenti, bambini fatti trucidare da Erode per paura di un nuovo "re" che lo scalzasse dal trono. Stupidità, egoismo e cattiveria umana sono andate a braccetto.
Ci sono "innocenti" ai nostri giorni? Certo! Sono almeno tutti i bambini e i ragazzi che hanno, prima dei doveri che caratterizzano la vita nel suo sviluppo, una serie di diritti che nessuno può negare loro.


Per gli spunti che offro mi sono rifatto, aggiungendo riflessioni personali, ad alcune lettere del Card. Martini sulla educazione. Spunti che, in parte, ho già presentato a tanti genitori durante alcuni incontri per le classi elementari.
Diceva don Bosco: "L'educazione è cosa del cuore... chi sa di essere amato, ama, e chi è amato ottiene tutto".
Carità, cuore paterno, amorevolezza esigono anzitutto la conoscenza dei bisogni profondi dei bambini e dei ragazzi. Senza capirne i bisogni non si può instaurare un dialogo educativo. La carità educativa esige che gli educatori rappresentino per i ragazzi vere fi gure paterne e materne, che cioè considerino i bambini e i ragazzi come molto importanti e facciano loro sperimentare la gioia di essere amati.
I diritti dei bambini si esprimono come bisogni fondamentali che devono essere soddisfatti per garantire loro una crescita armoniosa e serena.
I bisogni-diritti fondamentali, bisogni che causano sempre sofferenza se non vengono appagati, sono quelli fi siologici e psicologici. Si tratta di bisogni presenti in ogni tipo di cultura e in ogni livello di civiltà. Non variano con l'età, il sesso, la classe sociale, la razza, la condizione economica.
Se restringiamo ulteriormente l'obiettivo sui bisogni-diritti psicologici, decisamente umani, vediamo che alla base di tutto sta il bisogno di una fi gura paterna e materna, il bisogno di sentirsi presi sul serio, il bisogno di affetto.
I bambini e i ragazzi hanno bisogno di fi gure paterne e materne. In ogni momento della nostra vita abbiamo bisogno di persone che si interessino veramente di noi, di cui noi stessi ci interessiamo.
Abbiamo bisogno di persone prima che di cose. Non di persone qualsiasi, ma di persone che sentiamo "vive per noi", che abbiano un forte sentimento della nostra esistenza e avvertano come indispensabile la loro esistenza per noi.

Oggi questo "sentire" diventa sempre più raro: infatti viviamo in una società in cui i fi gli sono, più di qualche volta, considerati un peso, un lusso, un incomodo, un problema, perché condizionano la libertà dei genitori, la loro economia e felicità. E' chiaro che tale modo di pensare è avvertito dolorosamente dai bambini e dai ragazzi.
Il bisogno primario che i fi gli hanno riguardo ai loro genitori è che questi si amino, vadano d'accordo, siano uniti, siano cioè contenti della loro vita di genitori.
La presenza dei genitori è determinante per la crescita positiva dei fi gli, perché dà incoraggiamento, infonde la forza di far fronte alla realtà, è compagnia nel cammino della vita.
Senza l'affetto dei genitori, i fi gli cercheranno disperatamente di appagare questo bisogno in maniere false, in modi per nulla realistici. Da qui nascerà l'ansia, l'angoscia, la nausea. Persino l'uomo relegato nella cella di isolamento di un carcere può essere capace di soddisfare i suoi bisogni, abbastanza da sopravvivere, se sa che c'è qualcuno, alla pari del padre e della madre, che si interessa di lui e della sua condizione, oppure quando lui stesso sente dentro di sé ancora la voglia di interessarsi di qualche persona e di esserle in qualche modo utile.
I nostri bambini e ragazzi hanno bisogno di sentire che sono un valore per quello che sono, non per quello che fanno; che sono un valore per se stessi (stima di sé) e per gli altri (per i genitori almeno). Le azioni compiute dai fi gli hanno bisogno di essere oggettivamente valutate: defi nite buone o cattive, giuste o ingiuste. Anch'essi infatti sanno distinguere tra bene e male, e il giorno in cui ricevessero il premio nonostante che la loro azione non lo meriti, si convincerebbero di non essere capaci di fare azioni di valore.
Se un ragazzo o una ragazza non si sentono valutati nel loro comportamento dai genitori ed educatori, o non sono stimolati a correggersi da un difetto, incominceranno a sentirsi insoddisfatti interiormente: il loro bisogno di essere un valore non verrà appagato ed essi ne soffriranno moltissimo.
Gesù ha detto "Lasciate che i bambini vangano a me".
Questo tempo di Avvento e Natale aiuti tutti i genitori a pensare seriamente e serenamente alla loro vita; a pensare (prima che al proprio bene personale, al proprio piacere, ai propri "diritti", alle rivalse o alle dimostrazioni di potere, prima che ....) al BENE DEI FIGLI.
Buon Natale, bambini! Buon Natale, ragazzi!. Buon Natale giovani! Buon Natale, genitori!

vostro don Remigio

 


"niente paura"


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