Premessa In vista del nuovo quinquennio 2013-2018, vengono pubblicate le seguenti Indicazioni diocesane, approvate dal Vescovo Antonio dopo aver consultato il Consiglio pastorale diocesano, riunitosi il 22 settembre 2012. Ad esse tutte le parrocchie sono tenute a riferirsi nel rinnovare il CPP che opererà nel quinquennio 2013-2018.

Natura del CPP «Il Consiglio pastorale parrocchiale promuove, sostiene, coordina e verifi ca tutta l’attività pastorale della parrocchia, al fi ne di suscitare la partecipazione attiva delle varie componenti di essa nell’unica missione della Chiesa: evangelizzare, santifi care e servire l’uomo nella carità» (Statuto, art. 2). Il CPP non è primariamente un organismo di formazione, né di spiritualità, né di studio, ma il luogo dove si tracciano e poi si coordinano e si verifi cano le linee guida di tutta la vita della comunità parrocchiale in comunione con le altre comunità del vicariato e della Diocesi.

La fi sionomia di una comunità cristiana viva e corresponsabile si esprime concretamente nel CPP. Alla luce dell’ecclesiologia di comunione il CPP dà visibilità a una comunità che cammina insieme nella complementarietà delle diverse vocazioni e condizioni di vita.

Finalità [consigliare] e metodo [discernimento comunitario] Il CPP è il primo e principale luogo dove la comunità cristiana, per vivere e comunicare il Vangelo, attua il “discernimento comunitario”, perché la Chiesa «è inserita nel tempo che scorre dalla Pentecoste alla Parusia, e, attenta al “segni dei tempi”, deve annunciare e offrire il Vangelo della salvezza agli uomini del proprio tempo» (Antonio Mattiazzo, Il Consiglio pastorale, p. 23).
È fondamentale prendere consapevolezza di questi aspetti del CPP. Si tratta della condizione per la sua riuscita o il suo fallimento.
Occorre evitare il rischio di pensare e impostare il CPP con criteri esclusivamente sociologici. Esso va, invece, collocato sempre più nella prospettiva dell’ecclesiologia di comunione, curando la scelta delle persone, il metodo di lavoro, i passaggi procedurali e i contenuti/temi da affrontare.
Il CPP, attraverso il metodo del “discernimento comunitario”, svolge il suo compito di “consigliare” la comunità e chi la presiede (parroco).

Le competenze del CPP

Tra i compiti del CPP occorre innanzitutto rilevare:

• All’inizio dell’anno pastorale l’elaborazione del programma della comunità parrocchiale o dell’unità pastorale alla luce degli Orientamenti diocesani e in comunione con il vicariato. In alcune particolari circostanze è utile o addirittura necessario, che il CPP convochi un’assemblea parrocchiale oppure tutti gli operatori pastorali o gli operatori di un particolare settore/ambito.
• Compete al CPP avere cura che nella comunità cristiana la comunicazione della fede sia assunta come compito proprio e prioritario in tutti gli ambiti/settori e da parte di tutti i soggetti di pastorale, ciascuno nel suo specifi co, promuovendo uno stile di sinodalità in cui sia operativamente attuata la corresponsabilità ecclesiale.
• In questo senso le indicazioni che il CPP elabora diventano le linee di riferimento per gli operatori pastorali (per i gruppi di servizio e di formazione) ai quali spetta l’esercizio della ministerialità.
• Il CPP è il punto di raccordo (comunione reale) tra tutte le realtà presenti in parrocchia: per affrontare problemi di fondo che superano la competenza e la possibilità di un singolo gruppo o di un singolo settore per concordare il programma e il calendario delle attività. I vari gruppi (di servizio, di formazione…), le istituzioni e strutture parrocchiali e tutte le altre realtà legate alla parrocchia sono invitati a sintonizzare il proprio programma e le attività al contesto pastorale, dunque al cammino della comunità parrocchiale e alla programmazione coordinata dal CPP.
• È importante che il CPP abbia il respiro del vicariato e della Diocesi: spetta ad esso infatti tradurre localmente tutto quello che matura a livello vicariale e diocesano. Dall’altra parte, il CPP si farà anche interprete delle istanze locali presso il vicariato e la Diocesi. Si tratta di una interazione “ecclesiale” e “pastorale” non riducibile ad altre dinamiche. Il CPP si deve particolarmente impegnare ad un rapporto vivo con il vicariato, da intendere secondo il principio della sussidiarietà (cfr. Incontro congiunto, Per una Chiesa che cammina in comunione sinodale, 31.01.2009, n. 2.1).
• Sulla scia degli Orientamenti pastorali elaborati dopo il Giubileo del 2000, la Diocesi di Padova è impegnata a reimpostare l’Iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Alla comunità parrocchiale è riconosciuto come prioritario il compito di iniziare alla vita cristiana. Il CPP è impegnato a far sì che tale compito sia realmente attuato.
• Con il mandato per il quinquennio 2013-2018, occorre considerare il rapporto necessario che intercorre tra CPP e Consiglio parrocchiale per la gestione economica (CPGE), defi nito dalle nuove Norme per la costituzione e l’attività del CPGE per il mandato quinquennale 2013-2018. In particolare spetta al CPP, appena costituito, indicare i membri del CPGE, secondo le suddette norme.

Presentazione alla comunità del nuovo CPP

Svolte le operazioni di votazione e formato il nuovo Consiglio pastorale parrocchiale, si propone che in tutte le parrocchie e unità pastorali della Diocesi, sia presentato alla comunità cristiana il suo nuovo Consiglio pastorale (per noi sarà la domenica 5 maggio alla Messa delle 10.30). Attraverso un gesto liturgico è possibile vivere un momento di intensa ecclesialità. All’interno dell’Anno della fede questo momento parrocchiale esprime la dimensione comunionale del credere. Lo stesso Consiglio pastorale viene così riscattato da una visione funzionalista e collocato in una prospettiva ecclesiale che ne manifesta la natura e la dinamica sinodale.
Si provvederà ad offrire del materiale per le parrocchie da parte dell’Uffi cio di Coordinamento pastorale.

Si tenga presente che i Consiglieri che faranno parte del CPP entreranno a titolo diverso (Statuto, art. 5):
• membri di diritto: il parroco in quanto presidente, il vicario parrocchiale, il diacono, rappresentante delle comunità religiose, il presidente parrocchiale dell’Azione cattolica;
• membri eletti dalla comunità;
• rappresentanti di ambiti e di realtà signifi cative in parrocchia:
o non ciascun gruppo operante o realtà costituita nell’ambito della parrocchia va rappresentato in CPP;
o vanno rappresentati quei gruppi/realtà che esprimono le scelte pastorali più rilevanti, per cui il CPP uscente preveda di raggruppare più gruppi/realtà, secondo criteri di integrazione pastorale, in modo che ciascun raggruppamento esprima un unico rappresentante in CPP;
o esclusi i membri di diritto e quelli di nomina da parte del parroco, il numero dei membri va così distribuito: il numero degli eletti dalla comunità non inferiore ai due terzi; i rappresentanti di ambito non superiori ad un terzo;
• eventuali di nomina del parroco, non superiori al numero di due;
• dopo che il CPP si è costituito e, a sua volta, è stato formato anche il Consiglio parrocchiale per la Gestione economica (CPGE) - conforme alle nuove Norme per la costituzione e l’attività del CPGE per il mandato quinquennale 2013-2018 - diventerà membro del CPP anche un rappresentante del CPGE, designato dal parroco dopo consultazione dei membri del CPGE.

La prima convocazione e gli incarichi interni
Alla prima convocazione del nuovo CPP si procede alla scelta del vice-presidente (nb.: il presidente del CPP è sempre il parroco), del segretario (può essere esterno al Consiglio oppure può essere delegato di tale incombenza uno dei consiglieri eletti o designati) e di almeno due consiglieri per la

presidenza.
Il parroco presidente, il vice-presidente, il segretario e i due consiglieri formano la presidenza del CPP (cfr. Statuto, art. 10) che ha il compito di predisporre gli incontri del CPP, stendendo l’o.d.g ed eventualmente prevedendo l’invito di esperti o di altre persone interessate e coinvolte in qualche punto all’o.d.g. Spetta alla presidenza curare che il verbale delle riunioni sia sistematicamente steso e poi approvato; spetta ad essa curare i rapporti con la comunità, attraverso efficaci comunicati, ed anche con i vari gruppi e realtà parrocchiali, in particolare quando si tratta di rendere operativo quanto maturato in CPP.

Le convocazioni del CPP
Il CPP deve essere convocato non meno di 5 volte all’anno. È bene che le date delle convocazioni siano fissate e comunicate ai consiglieri all’inizio dell’anno. Durante l’anno possono sorgere questioni che richiedono convocazioni straordinarie.
L’ordine del giorno è strategico per il buon funzionamento del CPP e va curato con attenzione da parte della presidenza in modo che sui temi indicati sia possibile un reale confronto.
Il CPP viene convocato sempre dal parroco presidente unitamente al vicepresidente per iscritto, con ordine del giorno concordato in presidenza, con un numero sufficiente di giorni di anticipo per permettere ai consiglieri di prepararsi. Con la convocazione è importante far pervenire a tutti i consiglieri la sintesi dell’incontro precedente e il materiale per la eventuale documentazione sugli argomenti in o.d.g. I consiglieri hanno facoltà di proporre alla presidenza argomenti da porre all’o.d.g. Lo facciano formalmente per iscritto.

Le assemblee del CPP
Il CPP si riunisce nel giorno e nell’ora stabiliti. È bene preparare con cura e decoro la sala del Consiglio pastorale parrocchiale. Le assemblee normalmente sono presiedute dal parroco in quanto presidente, coadiuvato dal vicepresidente il quale è chiamato a svolgere il compito di moderatore dell’assemblea. Possono essere sostituiti in caso di necessità.
Alle assemblee del CPP partecipano solo i consiglieri; altre persone possono essere invitate di volta in volta secondo gli argomenti che vengono trattati e in accordo con la presidenza.
Il segretario predispone tutto ciò che è necessario all’assemblea; prende nota di quanto emerge e, alla fine, stende un verbale di sintesi che faccia sempre il punto della situazione e raccolga quanto emerso e concordato dall’assemblea (questo foglio sarà poi recapitato ai consiglieri per una verifica di completezza e di correttezza, con la convocazione dell’assemblea successiva). Le riflessioni e le decisioni del CPP vanno riferite alla comunità su indicazione della presidenza del CPP. In ogni assemblea si raccolgano le firme di presenza.

Le commissioni del CPP
Il criterio generale per le assemblee del CPP è che “tutti conoscono e sono corresponsabili di tutto”. Non è pertanto opportuno costituire commissioni stabili all’interno del CPP. Il CPP, qualora lo ritenesse necessario, si rapporta direttamente con i gruppi ministeriali (di formazione o di servizio) e con i responsabili di strutture o di attività particolari. Possono, invece, servire “gruppi di studio” per problemi particolari; questi restano in funzione relativamente alla questione che si affronta (cfr. Statuto, art. 12). In questo senso è importante superare ogni logica di parte; nessuno è in CPP per portare avanti esclusivamente le istanze dei gruppi o dell’ambito che rappresenta, ma ciascun membro del CPP diventa responsabile di tutto. Ciò che unisce non può essere un compromesso tra le diverse sensibilità, ma il progetto di comunità che si intende costruire.

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.