ricordandolo nel 18º anno della sua salita al cielo

"Signore sono pochi coloro che si salvano?" E' una delle tante domande che gli interlocutori di Gesù gli pongono e che il libro dei vangeli registra. Una domanda indubbiamente importante, interessante: "salvarsi", cosa intendeva quel tale con il termine "salvarsi"? Probabilmente quello che anche noi ci chiediamo e cioè portare a compimento una vita secondo la volontà di Dio, entrare nel regno di Dio. Quest'uomo che chiede a Gesù se sono

pochi quelli che si salvano probabilmente sentiva dentro l'ansia, l'urgenza di corrispondere alla Grazia di Dio e quindi di salvarsi.
Qualche volta ce la facciamo noi questa domanda? Nella nostra vita, qualche volta, c'è spazio per una domanda del genere? ... "pochi o tanti quelli che si salvano"? Cioè, coloro che portano a compimento, che realizzano in pienezza secondo la volontà di Dio la vita che è stata loro data? O forse tante altre domande di molto minore importanza occupano in maniera esclusiva la nostra mente, i nostri interessi "....
sono molti o pochi quelli che si salvano"? E già subito qui dovremmo imparare qualcosa, dobbiamo essere un pochino più giudiziosi di quanto non siamo. E' vero che siamo troppo impegnati nelle cose contingenti, cioè nelle cose che passano, e forse siamo troppo poco impegnati nelle cose che rimangono. E' vero che il regno di Dio e la nostra salvezza eterna si costruisce giorno dopo giorno, momento dopo momento, azione dopo azione, la costruiamo qui la nostra vita eterna, ma dobbiamo anche rendercene conto, perché altrimenti si rischia di credere di realizzare qualcosa, mentre in realtà rimaniamo dei falliti nella vita. Domandarsi se ci si salva o come potersi salvare è una cosa importante. Gesù sembra non rispondere alla domanda, difatti non dice se sono pochi o tanti dice: "....sforzatevi di entrare per la porta stretta..." quasi a dire: la salvezza è difficile, domanda sforzo, domanda impegno, domanda sacrificio. Gesù non risponde a quella banale curiosità di statistica che poi non avrebbe servito a nulla, non è tanto importante sapere quanti si salvano, è un segreto di Dio conoscere questo. Il Signore dice: "Tutti voi potete salvarvi," perché il Padre chiama tutti alla salvezza, Dio vuole che tutti siamo salvi, quindi nessun pessimismo, nessuna disperazione; anche il peccatore più incallito, se vuole, può accettare la salvezza come dono che viene dal Padre, basta che apra il suo cuore quindi nessuna distrazione, nessun pessimismo, tutti siamo chiamati da Dio nessuno è aprioristicamente escluso, nessuno.
Però, nello stesso tempo nessuna presunzione, cioè salvarsi è una cosa seria, che va fatta con molto sforzo, che deve essere l'impegno di tutta quanta la vita non di un momento soltanto continuamente confermato, perché per tutti c'è anche la possibilità di dannarsi, per tutti c'è la possibilità di salvarsi. Sappiamo che nonostante quello che può pensare il mondo moderno, c'è la possibilità dell'inferno per tutti: per coloro che ostinatamente rifiutano la grazia di Dio, che ostinatamente si chiudono all'amore di Dio.
L'inferno non è un castigo di Dio ma è una libera scelta dell'uomo il quale già in questo mondo si fa, si procura l'inferno e l'egoismo non è altro che un inferno preparato, voluto. L'egoista non è contento, l'orgoglioso non è contento, colui che contraddice Dio e la sua volontà non è contento e l'inferno non sarà altro che il rispetto che Dio ha per la sua vita.
L'amore invece è il paradiso anticipato.
In questo nostro mondo in cui tutto viene facilitato in cui sembra che il sacrificio non sia più di moda, in cui sembra che la rinuncia sia una semplice frustrazione, il Signore ci ricorda che soltanto con l'impegno quotidiano, con la seminagione quotidiana voi potete veramente ottenere la salvezza. Al mattino quando ci alziamo a cosa pensiamo? Al traguardo da raggiungere in quella giornata? La via della salvezza si va percorrendo giorno dopo giorno, non è che ci venga detto il giorno prima di morire: preparati perché stai per morire. Tutti i giorni dobbiamo prepararci e disporci all'incontro con il Signore alla nostra definitiva mansione: con Lui o contro di Lui o senza di Lui.
Del resto, se nella nostra vita puntassimo sempre e soltanto alla salvezza eterna noi daremo anche più serenità alla vita di quaggiù, se noi rinunciassimo ai nostri egoismi alle nostre cattiverie, alle nostre malizie, noi contribuiremmo a dare al mondo una serenità in cui il paradiso sarebbe già un anticipo E' quando noi non vogliamo Dio e lo diciamo più o meno esplicitamente facciamo di questo mondo un'anticamera dell'inferno. Il mondo potrebbe essere un paradiso già in questa terra se noi ci volessimo un pochino più bene se pensassimo alla vita eterna che ci attende.


"niente paura"


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