Com’è nostra consuetudine vi riportiamo in questo 1° incontro dell’Anno Pastorale 2007-2008 i saluti e l’augurio formulati dal nostro Vescovo l’8 settembre scorso in occasione dell’Assemblea Diocesana per l’apertura del nuovo anno pastorale.
Il Vescovo ci ha chiamati a considerare il nostro privilegio ed impegno ad essere Chiesa del Signore accolta dallo stesso Padre e dalla stessa Madre e segnato dalla presenza dello Spirito Santo.
In questa ottica anche le tribolazioni interne ed esterne devono diventare occasioni di conversione.
– Dopo una rapida revisione del Cammino Pastorale degli anni scorsi, cammino incentrato sul tema della FORMAZIONE, il Vescovo ha precisato che gli Orientamenti Pastorali sono frutto di una ricerca che parte dalla base, secondo il già sperimentato metodo del dialogo, dell’ascolto, della testimonianza individuale e comunitaria, della sinodalità.
Il rapporto tra fede e vita deve essere così concretamente solido da tradursi in uno stile di vita o meglio in uno stile di Chiesa.
– Passando agli Orientamenti pastorali 2007-2008 ci viene proposto come obiettivo pastorale unico e formativo “il rinnovo degli organismi di partecipazione ecclesiale” in particolare per noi del Consiglio Pastorale Parrocchiale.
Dunque, non una semplice operazione burocratica, ma un impegno che si ispira ad un modello esemplare di sinodalità e comunicazione tra le Comunità ecclesiali quale fu il Concilio di Gerusalemme narrato in Atti 15,1-35.
Se tali organismi
• non deviano dal loro genuino significato
• sono rinnovati secondo precisi criteri e modalità
• rispondono alle loro finalità
• sono occasione di formazione cristiana e quindi obiettivo pastorale
consentono di sperimentare una Chiesa viva, che è locale nel senso che non dimentica la sua realtà territoriale (anche molto piccola) ma che è al tempo stesso cattolica (cioè universale) quando celebra l’Eucaristia in comunione con il Vescovo.
Come rendere formativo un cammino che si presenta prevalentemente operativo?
È necessario anzitutto:
1. comprendere il valore, considerare cioè che è un segno della corresponsabilità e della comunione; strumento di vita cristiana ordinata e attiva.
2. realizzarlo con precisi criteri e modalità: fede profonda, esercizio dei doni-carismi, spiritualità robusta, ascolto dello Spirito Santo che equivale all’ascolto dei fratelli, lavoro paziente e caritatevole, ecc. . .
Il Consiglio pastorale parrocchiale verrà rinnovato nei primi mesi dell’anno prossimo, prima di Pasqua.

Corizzato Clara (vicepresidente del CPP)

NB. Introduzione al Consiglio Pastorale di martedì 13 NOVEMBRE

"niente paura"


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