Si è celebrato il Giubileo della Misericordia per gli anziani della Parrocchia del Duomo nel santuario “Maria, Salute degli Infermi” di Scaldaferro. La scelta del luogo è stata ponderata perché la nostra umanità ha bisogno di sentire, ma anche di vedere la Storia della Salvezza e ciò è stato messo ben in evidenza dal maestro Marko Ivan Rupnik. L’artista ha colto in profondità quello che il cuore umano vive quotidianamente: la sofferenza, la preoccupazione, il dubbio... sentimenti che nel mosaico hanno come risposta la fede in Gesù. Solo il Signore rimanda ad un’esistenza di senso, nella certezza che la vita non finisce con la morte. Il Giubileo a Scaldaferro è un invito a passare dall’orizzonte limitato che viviamo in terra, all’infinito del cielo che ci viene dato solo da Gesù.
La responsabile della pastorale degli anziani ha pensato ed organizzato l’uscita per sabato, 25 giugno. Già l’andare insieme, in pullman, è stato un primo passo verso quell’incontro, quell’accoglienza e quella disponibilità che uniscono e rafforzano i legami tra le persone. Ci ha accompagnati il nostro parroco, don Remigio e, insieme, ci siamo sentiti una Comunità viva e aperta a tutti. Il clima di preghiera, durante il viaggio, ci ha preparati spiritualmente all’incontro misericordioso con il Signore.
A Scaldaferro, davanti alla canonica, ci ha accolto padre Dino, superiore del santuario, che ci ha invitato, in processione, a percorrere il breve tratto che conduce all’entrata della Chiesa. Era il percorso del popolo ebraico alla Terra Promessa, il quale simboleggia il percorso della vita interiore del cristiano, che nell’incontro con la Parola si riconosce parte del Popolo di Dio e si affida al Signore con l’impegno di un sostegno vicendevole.
Davanti alla Porta Santa, che richiama Cristo, modello di vita costruita nell’amore, abbiamo recitato il Credo. Cantando siamo giunti al Porticale dei mosaici e padre Dino ne ha spiegato ampiamente il significato biblico simbolico. Al santuario della Madonna della Salute possiamo anche non venire guariti nel corpo, ma possiamo senz’altro essere guariti dal peccato e riabilitati nell’amore, in un rapporto nuovo con Dio.
Ci siamo quindi recati al fonte battesimale per segnarci con l’acqua santa e dire forte il nostro nome, a confermare l’impegno di una vita rinnovata nell’adesione a Cristo. Nell’Eucarestia, celebrata dal nostro parroco, la Parola è stata lampada che ci ha illuminato e portato all’accoglienza del Pane Eucaristico, nutrimento del nostro cammino quotidiano di cristiani.
Ci siamo sentiti insieme, come Chiesa cittadellese in comunione con le Chiese del mondo, nella continuazione di una fede ricevuta. Nella preghiera siamo stati aiutati dalle profonde espressioni sulla misericordia di Suor Faustina. Solo accogliendo la misericordia di Dio con tutto il nostro essere, possiamo offrirla agli altri e diventare con le parole, i gesti, il discernimento, le scelte quotidiane, espressione della vita di Gesù in noi.

Una partecipante


Preghiera di Santa Faustina

Aiutami, o Signore, a far sì che i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c’è di bello nell’anima del mio prossimo e gli sia di aiuto.
Aiutami, o Signore, a far sì che il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori ed ai gemiti del mio prossimo.
Aiutami o Signore, a far sì che la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono.
Aiutami, o Signore, a far sì che le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni, in modo che io sappia fare unicamente del bene al prossimo e prenda su di me i lavori più pesanti e più penosi.
Aiutami, o Signore, a far sì che i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza (...) Aiutami, o Signore, a far sì che il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo.
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