Ci affacciamo al Bollettino Vicariale per dar voce alla Pastorale Familiare, una realtà presente da molto tempo a Cittadella. Proveremo pertanto, a più mani, ad essere presenti su questo bollettino con una certa regolarità per condividere l’importanza della famiglia all’interno delle nostre comunità nonché per divulgare tutte le iniziative rivolte ad essa.
In quest’ottica, domenica 11 settembre u.s. si è tenuta una tavola rotonda presso la Sala Emmaus del Patronato Pio X dal titolo “La famiglia feconda la Comunità” nella quale è intervenuto Don Remigio Brusadin, oltre ai sottoscritti. La tavola rotonda si è tenuta non a caso proprio al termine della festa della Comunità di Cittadella, per evidenziare ancor più lo stretto rapporto tra le dinamiche proprie di una famiglia e le dinamiche della Comunità, che proprio da famiglie è costituita.
Don Remigio ha aperto la conferenza citando due Catechesi di Papa Francesco (la numero 25 e la numero 26, che consigliamo di leggere) non tralasciando di aprire una porta all’Amoris Laetitia, l’esortazione apostolica promulgata da Papa Francesco in questo 2016. Con l’ausilio di questi documenti è stato sottolineato come la famiglia attraverso la sua forza generatrice di vita, anche dal punto di vista biologico, è la prima a portare Dio nella Comunità, anche e soprattutto attraverso la propria opera di evangelizzazione. Evangelizzazione che viene operata all’interno del focolare domestico per esser poi riversata in tutta la Comunità attraverso gli atteggiamenti e i rapporti naturali che la famiglia intrattiene con chi le sta intorno, un po’ come ha fatto Gesù con i Dodici.
La coppia e la famiglia sono diventate protagoniste della teologia cristiana da almeno un secolo e San Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) è stato il Papa che più ne ha ricordato e rilanciato l’importanza. D’altronde la Bibbia inizia e finisce con la storia di una coppia e con un’immagine nuziale; Gesù, nella sua terza epifania, compie il suo primo miracolo nel corso di una festa di nozze (a Cana); le Scritture Sacre ci indicano come la coppia sia al centro della Storia della Salvezza, da Abramo e Sara alla Famiglia di Nazareth:… tutto questo non è certo un caso.
Con questa consapevolezza e, diremmo, con questo mandato, siamo chiamati a portare il “profumo del Pane” a chi ci sta intorno, a partire dai nostri parenti, ai nostri vicini di casa, a chi incontriamo nella Comunità, al fine di contagiare tutti attraverso i valori di quella “Piccola Chiesa Domestica” che ogni famiglia rappresenta. Siamo chiamati a questo perché la famiglia è immagine dell’amore Trinitario; siamo chiamati a questo perché la nostra vocazione di famiglia non può che portare frutti all’esterno. Il Matrimonio in Dio è prima di tutto una promessa di Felicità: . non possiamo essere felici solo tra noi due, ma dobbiamo Illuminare il mondo per condividere la Felicità.
Nessuna famiglia può sentirsi esonerata, non ci sono giustificazioni o pretesti per tirarsi indietro. Siamo chiamati a fecondare la Comunità così come siamo qui ed ora, con le nostre difficoltà, con il nostro poco tempo, con la nostra fede che magari a volte vacilla, con le nostre gioie ed il nostro entusiasmo (anche se a volte non c’è). Il “profumo del Pane” deve essere portato a tutti, anche a quelli che non credono, che sono lontani, che hanno un “modello familiare” diverso dal nostro. Gesù è venuto per tutti e ci chiede, come famiglie, di portarlo a tutti.
Ma come fare? A Cittadella, per rendere tangibile quanto appena scritto, è nata una nuova “Equipe di Pastorale Familiare”: vi racconteremo questa storia nelle prossime puntate.

Cristiano e Francesca Pivato (Equipe di Pastorale Familiare Cittadella)
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