P. Luigi è nato a Cittadella (PD) il 16 luglio del 1952, da papà Giovanni e mamma Vittoria. Dopo qualche giorno ha ricevuto il Battesimo nel Duomo della città.
Tra i suoi giochi preferiti c’era quello di riprodurre i gesti del sacerdote quando celebrava la messa.
Da bambino, insieme al fratello Paolo e ai genitori, frequentò la Chiesa del Carmine dove abitava la famiglia fino al 1985, anno in cui i Menegazzo si trasferirono a Facca, frazione d’origine di mamma Vittoria.
Ancora molto giovane, alla fine della scuola elementare, nel 1963, è entrato nell’Istituto dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove ha iniziato il percorso che lo ha portato a sviluppare la sua vocazione missionaria.

Nella sua domanda per fare la promessa apostolica, alla fine del ginnasio, a Zelarino, esprimeva così il motivo principale che lo ha guidato nel cammino vocazionale: “Mi sento tranquillo nel fare la promessa apostolica poiché non ho altro desiderio se non di seguire Gesù con la vocazione che Egli mi ha dato. Non faccio quindi la Promessa per spinta del sentimento, ma per convinzione personale. Ho posto tutta la mia fiducia nel Signore e faccio questo passo con tutta serenità…”. Era il 24 marzo 1968 e non aveva ancora compiuto 16 anni. Sarà questo spirito di fede, di sincerità e onestà che lo guiderà durante il cammino della sua vita.
A San Pietro in Vincoli trascorse l’anno del noviziato, un tempo che ha sempre ricordato con molta nostalgia, un tempo come soleva dire di “formazione semplice, puntata tutta sulla centralità di Cristo e della Vergine Santa e spiegata con le vite dei Santi e dei Missionari, che diventavano i nostri modelli”. L’8 settembre del 1969, festa della Natività della Beata Vergine Maria, Luigi emise i suoi primi voti.
Dopo il liceo classico a Tavernerio (CO), la Propedeutica e la Teologia a Parma, nel 1976 ha potuto finalmente coronare il suo sogno di appartenere alla Famiglia saveriana, impegnandosi per sempre, come scrisse nella sua domanda di ammissione alla Professione Perpetua, “ad accettare l’istituto così com’è, con le sue Costituzioni, e a usare dei mezzi che lui stesso mi offre – e non altri – per essere al suo interno un membro attivo, costruttivo, efficace, disponibile”. Parole queste che l’hanno guidato per tutta la sua vita saveriana, dandone testimonianza nel suo servizio missionario e nella vita comunitaria.
Inoltre, durante tutto il tempo trascorso nella Direzione Generale, sono stati questi stessi i punti fermi per l’aiuto, l’incoraggiamento, la guida e il consiglio per i confratelli.
Ordinato sacerdote nel 1977, ha celebrato la sua prima messa in Duomo a Cittadella con la partecipazione dei genitori, del fratello Paolo e della cognata Roberta.
Ha quindi continuato gli studi a Roma presso l’Università Gregoriana dove ha ottenuto la Licenza in Missiologia nel 1980. L’anno successivo è partito per il Giappone, sua terra di missione dove, dopo aver studiato la lingua, ha svolto il suo servizio prima come vice parroco e poi come parroco nella parrocchia di Nichinan. Richiamato in Italia nel 1989 per un servizio come insegnante nella Teologia di Parma, nel 1994 è ritornato in Giappone dove ha svolto vari incarichi, prima come parroco a Tamana (1994-1998), come Vice Superiore Regionale e poi come Superiore Regionale dal 1998 al 2001. In Giappone P. Luigi ha speso 16 anni vissuti con passione, fedeltà e creatività. Anche in Italia ha sempre continuato a pregare per il popolo Giapponese e offriva quotidianamente il santo Rosario per alcune di queste persone conosciute in missione.
Nel Capitolo Generale del 2001 viene eletto Vicario Generale, un servizio che continuerà anche nel sessennio successivo fino al 2013, quando viene eletto Superiore Generale.
P. Luigi ha sempre condotto il suo servizio con umiltà, ponendo la sua fiducia più nel Signore che nelle sue capacità; era un uomo di una solida e consistente spiritualità.
In una lettera dello scorso 8 ottobre descrive così con quale spirito ha assunto i vari servizi richiestigli all’interno della congregazione: “… la fragilità, via verso la vera forza.
Ne sono convinto. Fino ad ora il Signore mi ha dato di esperimentarla direi quasi quotidianamente e per lunghi anni. Mi riferisco ai servizi che mi sono stati chiesti nella Congregazione, specificamente il servizio dell’autorità… Nella sincera convinzione di non esserne all’altezza, ho fatto quel che ho potuto. E poi, quando già ero convinto che tutto finalmente finiva, ecco il nuovo e più impegnativo servizio di Superiore Generale.
Varie esperienze mi parlano della mia fragilità, e non mi resta che abituarmi ad essa senza rinunciare a fare il meglio per la Congregazione, la Chiesa e la Missione.
Eucarestia, meditazione, preghiera personale, studio personale, sobrietà di vita sono i mezzi che il Signore mi indica per poter fare qualcosa per la Sua Vigna, che sono i miei confratelli e la Missione affidata alla nostra Famiglia”.
Ci sembra di poter dire che p. Luigi ha vissuto quello che l’apostolo Paolo così riassume nella 2a Lettera ai Corinzi: “Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza” (2Cor 12,9).
Egli ci lascia la testimonianza di una vita totalmente donata all’annuncio del Regno, fragilità incluse; anzi il Signore si serve anche di queste per la sua missione, perché la salvezza giunga fino ai confini della terra! Anche p. Luigi, come il servo di Jahvè descritto da Isaia oggi nella liturgia, fin da giovane aveva il desiderio di offrire la sua vita a Dio: egli non voleva altro che seguire Gesù con la vocazione missionaria.
La mattina di domenica 18 Dicembre 2016, a pochi giorni dal Natale, la sua esistenza ha trovato compimento nell’incontro definitivo con Colui che aveva desiderato ed amato per tutta una vita.


"Per un pugno di dollari"


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