salesiano di Cittadella 94 anni di età -75 di professione religiosa - 65 di sacerdozio

Don Pietro nasce a Cittadella (zona Casaretta) l’8 aprile del 1924. In famiglia cresce nella vita di fede che lo porta ad essere disponibile al Signore che lo chiama a donarsi a Lui. Viene ordinato sacerdote nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino l’1 luglio 1952. Successivamente troviamo don Pietro in varie Case del Piemonte: Lanzo (1952-56 e 1957/58), nuovamente a Torino-Crocetta per conseguire la Licenza in Teologia e l’Equipollenza in Lettere (1956/57), Cuorgné (1958-65), Bra (1965-67). Chiede poi di avvicinarsi ai suoi familiari e passa all’Ispettoria Veneta “San Zeno” di Verona.

È a Padova (1968-76, Cappellano a M.A. e viceparroco), a Este (1976/77), a Verona Don Bosco per dieci anni (dal 1977 al 1987), a Verona San Domenico Savio come viceparroco (1987-89), a Este (1989/90). Per vent’anni è cappellano delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Rosà (dal 1990 al 2010) dapprima risiedendo a Rosà, poi a Castello di Godego, presso l’Istituto “Cognata”, dove trascorre gli ultimi anni e muore il 17 maggio 2018. Don Pietro ci lascia il caro ricordo di un vero sacerdote lieto della sua vocazione: chi lo conosceva rimaneva colpito dal suo sorriso semplice, dallo sguardo penetrante, dalla profondità spirituale. Era un uomo essenziale, sempre proteso a spendersi come prete per le cose che contano. Viveva di Eucaristia e di affetto per la Madonna. Sapeva accompagnare sia singoli che gruppi ad esperienze spirituali coinvolgenti, vere, capaci di orientare l’intera esistenza. Come insegnante, suggeriva ai colleghi: “ricordati che in classe vai per amare i tuoi ragazzi, l’insegnamento è uno strumento non il fine e – con un sorriso semplice e lo sguardo penetrante – cerca di fare meno danni possibile”. Don Pietro è stato un degno figlio di Don Bosco. La sua cura di pastore l’ha vissuta per diversi anni anche verso le Figlie di Maria Ausiliatrice cui si dedicava con grande premura e puntualità.
Accompagnava le ammalate con tanta pazienza. Quanti sono stati i giovani e gli adulti che lo cercavano, e l’hanno fatto anche nell’ultimo periodo, per confessarsi o per un consiglio spirituale! Non aveva mai pretese, era sempre cordiale con tutti, rispettoso. Aveva sempre la corona del rosario in mano.
I nipoti ricordano con affetto le sue visite in famiglia; vestito di una lunga veste nera e il colletto bianco aveva un sorriso mite e la voce pacata… “si vedeva che il nonno ne andava fiero per quel figlio scelto da Dio e offerto alla Chiesa”.
Gli ultimi mesi li ha trascorsi a letto amorevolmente accudito. È stato come sotto la Croce, nel dolore e nella speranza. Lo sappiamo preparato all’incontro definitivo con il Signore che ha tanto amato su questa terra.
Preghiera, Maria ed Eucaristia. Ecco tre doni che don Pietro ha custodito e vissuto come veri tesori della sua vita e che egli ci riconsegna.
Una felice e delicata coincidenza ha voluto che l’ultimo saluto a don Pietro (lunedi 21 maggio) avvenisse proprio nel giorno della festa della “Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa” voluta da Papa Francesco nel lunedì dopo Pentecoste e celebrata quest’anno per la prima volta.

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