Ministri della sapienza cristiana per un mondo più umano.
L’Azione Cattolica ha vissuto dei momenti intensi a Roma dal 1° al 4 maggio in occasione della XIII assemblea nazionale che è culminata con il grande abbraccio con il Papa in Piazza San Pietro per festeggiare i 140 anni di fedeltà del cammino dell’associazione nella Chiesa.
Il presidente vicariale ha avuto la possibilità di partecipare, in veste di delegato per la diocesi di Padova, all’assemblea nazionale che riuniva i rappresentanti eletti per dar voce a tutti i soci del paese. Si è lavorato sodo per discutere e programmare i temi che verranno affrontati e gli impegni che l’AC sarà chiamata ad assumere per il triennio 2008-2011. È stata un’esperienza ricca, che ha permesso di portare a casa molti stimoli e idee da condividere, e che ha dato soprattutto la possibilità di mettere in luce il lavoro e l’operato dell’associazione a Padova.
Il momento emotivamente più toccante è stata la domenica 4 maggio per l’incontro con il Santo Padre. Anche il vicariato di Cittadella ha partecipato con una “piccola” delegazione a questi momenti.
Sotto il sole cocente, fra i centocinquantamila volti sorridenti che affollavano san Pietro, anche una trentina di animatori e amici dell’AC di Cittadella hanno voluto esserci.
Cosa portare a casa da questa esperienza? L’immagine di un’AC fresca e giovane, di una famiglia di laici che riconosce di avere tanti limiti e debolezze nel suo operare radicata nella parrocchia, ma consapevole della sua scelta religiosa che abbiamo voluto rinnovare di fronte al Santo Padre. Ci portiamo poi nel cuore senz’altro le parole che Benedetto XVI ha detto all’Azione cattolica: « In una Chiesa missionaria, posta dinanzi ad una emergenza educativa come quella che si riscontra oggi in Italia voi che la amate e la servite sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell’intelligenza, sia nell’ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all’eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio ». Il Papa ha poi ribadito le tre “consegne” affidate ai laici cristiani da Giovanni Paolo II a Loreto nel 2004: “contemplazione, comunione e missione”.
Ha poi continuato: « Siate disposti a servire disinteressatamente la causa del bene comune, sappiate vivere sempre all’altezza del vostro Battesimo, sappiate essere “cittadini degni del Vangelo” e “ministri della speranza per un mondo più umano” ».
L’impegno comunicatoci è senza dubbio gravoso, ma la fiducia ricevuta, la carica di questi momenti è così forte che non possiamo non tornare a casa con la voglia di ritornare a lavorare nella parrocchia, in famiglia, con il parroco. . .
I volti che abbiamo incontrato non ce li dimenticheremo. Faranno parte dei nostri incontri e dei nostri sogni. E sognare una Chiesa bella e profetica non è un reato, ma un desiderio che crediamo non dispiaccia a nostro Signore.

Daniele Frison
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