Ricorre quest’anno il sessantesimo anniversario della consacrazione sacerdotale di don Giuseppe Pescarolo avvenuta per le mani del Vescovo mons. Carlo Agostini nel 1947.
Don Giuseppe è nato il 19 marzo 1923 in Campolongo Maggiore e divenuto prete fu incaricato come vicerettore nel Seminario di Thiene e successivamente economo nello stesso seminario e quindi del ‘Collegio Dolomiti’ di Borca di Cadore.
don_g_piscarolo.jpgA seguito di problemi di salute fu nominato nel 1963 mansionario della chiesa del Carmine di Cittadella.
Nei due incarichi precedenti dimostrò tutta la sua capacità operativa, la solerzia e la precisione, doti che ha sempre mantenuto.
Nel secolo appena trascorso i suoi predecessori al Carmine furono:

1. don Alessandro Zanovello, primi anni del secolo
2. don Pio Vermiglio, dal 1924 al 1934
3. don Giovanni Trentin da ottobre 1934 a settembre 1935
4. don Bernardino Rossi dal 1935 al 1944
5. don Giuseppe Grotto dal 1945 al 1949
6. don Mario Beltrame dal 1945 al 1950
7. don Ugo Orso dal 1950 al 1961
8. don Luigi Montecchio dal 1961 al 1963.

Il nostro festeggiato all’inizio del suo mandato al Carmine riprese un’iniziativa partita nel lontano 1936 ad opera di don Bernardino Rossi che riguardava una scuola ginnasiale parrocchiale per ragazzi particolarmente dotati che a causa della povertà non potevano continuare le scuole dopo le elementari.
Furono molti a dare l’adesione e taluni entrarono in seguito nei Seminari o Istituti Religiosi, purtroppo fu una esperienza breve a causa delle sue condizioni di salute.
Gli abitanti di Borgo Padova, gli ospiti della Casa di Riposo e tutti i Cittadellesi lo vogliono ringraziare per il suo lungo servizio pastorale e festeggiarlo per il raggiunto traguardo.
Don Giuseppe ha svolto e sta svolgendo con impegno e grande dedizione il suo servizio di assistenza spirituale ed umana ai residenti del borgo, ai ricoverati dell’ospizio e di pieno appoggio all’attività parrocchiale in Cittadella.
È stato sempre presente ai problemi non solo spirituali ma anche economici che dovettero affrontare vari nuclei familiari e per tutti è stato un padre amoroso che ha saputo infondere la fede e la speranza nell’aiuto di Dio, sempre pronto a dare una parola di conforto. È una persona che ha dato tutta se stessa per il bene degli altri, ed è appunto per questa sua continua disponibilità e carica umana che la gente vuole fare festa nel giorno del suo giubileo sacerdotale e ringraziare il Padre Celeste e la Madonna del Carmelo che l’hanno lasciato così a lungo attivo ed operoso nell’ambiente che lo ama.
A don Giuseppe il nostro cordiale augurio: Ad multos annos!



Padova, 18 giugno 2007 S. Gregorio Barbarico

Reverendo e caro don Giuseppe,
La grazia e la pace del Signore sia con te!
Questa mattina ti ho ricordato nella solenne Eucaristia che ho presieduto nella festa di S. Gregorio Barbarigo per celebrare gli anniversari di Ordinazione presbiterale e ti ho sentito spiritualmente unito e partecipe.
Apprendo ora con piacere che il Comitato del Carmine, della cui Chiesa sei Rettore dal 1963, insieme con l’Arciprete mons. Remigio, desiderano ricordare la felice ricorrenza del 60° anniversario della tua Ordinazione presbiterale e unirsi a te nel fervido rendimento di grazie al Signore per l’eccelso dono del Sacerdozio ministeriale, il bene ricevuto e operato, in particolare con il tuo generoso servizio pastorale a Cittadella.
La felice ricorrenza mi è particolarmente gradita per rinnovarti anche le espressioni di viva riconoscenza della Chiesa diocesana e mie personali, in particolare per la bella testimonianza di vita sacerdotale, sostanziata di preghiera, devozione mariana, vicinanza alle persone sofferenti.
Il Signore ti ricompensi largamente e ti doni, per la materna intercessione della B. V. del Carmine, le grazie più elette e desiderate, insieme con serenità, salute e lunga vita per continuare a lodarLo e servirLo.
Di cuore ti benedico, mentre in fraterna comunione di spirito e di preghiera, mi confermo
tuo aff.mo in Christo
Antonio Mattiazzo




Don Giuseppe vive insieme a noi da oltre 40 anni, ci ha visto crescere, conosce le nostre famiglie, è da sempre uno di noi. Nei primi anni, quando Borgo Padova era un brulicare di ragazzi, e lui un fratello più grande per noi, ha dato nuova vita alla comunità del Carmine introducendo il gioco della pallacanestro nel cortiletto, portandoci in gita con un’auto a noleggio guidata con la evidente collaborazione del nostro angelo custode, ha costituito il piccolo coro del Carmine inserendo l’uso della la chitarra, cosa mai vista prima nell’accompagnamento della S. Messa.
Insieme abbiamo costruito carri allegorici per il carnevale con l’aiuto degli artigiani del borgo, presepi artistici più volte premiati a livello diocesano, abbiamo spedito per anni medicinali in Africa, abbiamo condiviso qualche volta la povera esistenza degli anziani ospiti della Casa di Riposo.
Sono passati gli anni, il fratello è diventato padre, prima ha sposato noi e poi anche i nostri figli ed è ancora qui con noi a continuare la nostra festa, a tenere vive le nostre tradizioni, a mantenere attiva la nostra bella chiesa. Dobbiamo tanto a don Giuseppe che ancora oggi ci stimola, ci accompagna e mantiene viva la nostra fede.


Comitato del CARMINE

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