Pensieri per il Venerdì Santo
Nelle epigrafi funerarie troviamo spesso scritte delle grandi bugie come questa: « Non fiori ma opere di bene! ». Sta di fatto che i fiori, troppi e, spesso, puzzolenti ci sono, ma mancano le opere di bene. Si può pensare che i fiori alle finestre di una casa siano espressione di gentilezza, purezza e sensibilità di chi vi abita, ma, se mancano tutte queste doti, diventano manifestazione di poca verità: sono espressione di falsità.

 Fiori alle finestre e letame in casa! In chiesa di fiori ne troviamo tanti, qualche volta di troppo: fiori effimeri che durano 24 ore.
Ai fiori propriamente detti ne vogliamo aggiungere altri non effimeri ma molto più belli: sono gli occhi dei bambini che fanno corona all’altare nel giorno della Prima Comunione.
Anche questi però, purtroppo pochi, utilissimi e profumati di innocenza, durano poco più di una stagione; uno alla volta se ne vanno e rimangono « 4 Santi e na Madonna » a guardare quei primi quattro banchi che nessuno vuole occupare.
Ai fiori della primavera, quelli della Prima Comunione, si uniscono quelli dell’estate, prossimi a dare frutto: sono i fiori dell’adolescenza, quelli della Cresima. Belli! Profumati, laccheggiati come bambole di porcellana: tutti firmati. Non si riesce a decifrarli tanto sono “truccati”. Anche questi fanno corona dell’altare per essere consacrati alla testimonianza mediante i doni dello spirito Santo; all’indomani dell’impegno assunto davanti alla comunità, perdono il profumo del Crisma e si trovano tutti in fondo alla chiesa.
Ma per non perdere il coraggio di cercare il meglio nella comunità adunata in assemblea, volgiamo lo sguardo al terzo gruppo di fiori, quelli della speranza. Papà e mamme che con i loro bambini allietano il giorno del Signore. Papà e mamme come primi catechisti dei loro bambini: gioia del sacerdote che li guarda dall’alto dell’altare e gioia per coloro che stanno loro accanto. Questi sono i piccoli fiori di oggi che daranno frutti buoni domani.
A questi fiori bisogna fare attenzione, più che ai monumenti di pietra. È dal giardino della chiesa che questi fiori usciranno « cresciuti in sapienza, età e grazia ». Senza la serra della comunità, che favorisce una crescita armoniosa dei nostri ragazzi, tutto, facilmente, al primo cambio di stagione, seccherà.
Mi fa paura vedere che da qualche anno le pietre, i monumenti, siano diventati il centro delle nostre attenzioni. Papa Luciani nella sua catechesi ai bambini ci ricordava che il vero monumento a Dio è l’uomo; ma è di questo uomo che abbiamo paura, perché è più facile costruire una cattedrale che un vero uomo secondo il progetto di Gesù.
Gli adolescenti di casa nostra negli anni ‘70-’80, quando la comunità aveva meno monumenti e più “persone”, cantavano così:.

Da bambino. . .
desideravo tanto vedere
mamma e papà
lungo la strada a cogliere
dei fiori.
Una mattina
di dolce primavera
mi sono messo in cammino
con voi;
era un’alba radiosa di festa,
questo ricordo,
mamma e papà.
ora che la mia pianta
è fiorita. . .
mi fermo lungo
la strada perché. . .
desideravo tanto vedere
mamma e papà
lungo la strada a cogliere
dei fiori.


Oggi non c’è più tempo per cogliere gli umili fiori del lungo- strada. . . ma quel che è più amaro. . . c’è sempre tempo per calpestarli..
 Da « Pensieri confusi di un cristiano disorientato »

P. Mario Diotto


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