14-15 marzo 2009

I genitori raccontano. . .

È bello sentire che un figlio fa un cammino.
C’è un dono (anzi un “perdono”) da ricevere in un giorno speciale, a metà marzo, poco prima di primavera. . .: quindi c’è Qualcuno che lo aspetta e lo desidera incontrare. E c’è la comunità che con amore lo accompagna, gli suggerisce un percorso, crede e prega. Così lui sente di appartenere e si fida.
A casa intanto si sperimenta quanto sia difficile accogliersi dopo uno scontro, come non sia così immediato. Ma ci si rende anche conto come dopo la tempesta si possa rivedere il sole, ritrovare il sorriso e la gioia, che non sia possibile fare a meno della pace, basta aprire la porta.
E il giorno della festa è. . . festa! Dovremmo imparare anche questo dai bambini: dopo che si è fatto un cammino e ci si è guardati dentro, il momento del Sacramento dovrebbe essere solo una festa, una risurrezione da vivere con un innocente « . . .iuppi! Andiaaaamo...! » e un grazie per il dono.
Un grazie di cuore alle catechiste, Don Remigio e Don Angelo, agli altri sacerdoti presenti, al piccolo coro dal cuore grande.
«Mamma, non mi ricordo cosa devo dire. . . », « Ho paura... », « non mi ricordo cosa dovrò fare... »: le frasi che hanno anticipato questa Festa del Perdono. . .; anche noi genitori eravamo un po’ preoccupati perché non sapevamo nei minimi dettagli come si sarebbe svolta la celebrazione.
Abbiamo chiesto a G. di stare tranquillo e di fidarsi. . ., sicuramente Gesù lo avrebbe aiutato.
La trepidazione si leggeva nel suo sguardo. Quando la catechista è venuta ad accompagnarlo verso l’altare a ricevere questo grande dono, la preghiera e l’emozione hanno accompagnato noi genitori.
G. sorrideva dopo aver ricevuto la benedizione e il Crocifisso, tornava al suo posto “trasformato e gioioso”; il grande abbraccio che lui ha donato ad entrambi nello stesso momento ci ha riempito di una grande gioia e commozione e ci ha fatto riscoprire l’abbraccio d’amore paterno e materno di Dio verso noi.
Un grande Grazie va a Don Angelo e alle catechiste che con grande impegno e dedizione hanno accompagnato i nostri bambini nel cammino di preparazione a questo Sacramento della Riconciliazione, e al clima di serenità e gioia in cui si è svolta la celebrazione.

Era la prima volta.
No, non è vero. Di prime confessioni ce ne erano state altre in famiglia, ma questa volta sembrava diverso, fuori dalla solita routine.
Si sentiva nell’aria una strana emozione e, ad essere sinceri, anche un po’ di incredulità.
S. domenica era silenziosa, quasi titubante ad uscire di casa.
Il percorso a piedi fino al Duomo è stato varie volte interrotto dai suoi «Ma cosa devo dire? », oppure « Non posso farlo un’altra volta? ».
Arrivati in chiesa ci siamo seduti al posto assegnato.
Bancone stretto. Via vai di  persone. Passi silenziosi. Qualche battuta per stemperare l’attesa, un sorriso e qualche parola da parte della premurosa catechista.
Era arrivato il suo turno. L’ultimo sguardo verso la mamma, e poi via: S. stava avanzando nella corsia laterale della chiesa in ordinata fila indiana insieme ai bambini del suo gruppo di catechismo. Caso ha voluto che sia capitata con il sacerdote più giovane della parrocchia , arrivato a Cittadella da poco. L’atmosfera era emozionante ma subito si è visto che la nostra bambina si trovava a suo agio. Il sacerdote era chino su di lei, sorridente, mentre Sha bisbigliava, tranquilla.
Capivamo che stava aprendo senza paura il suo cuore a Dio e che le sue parole stavano viaggiando fluide giungendo al Destinatario.
Solo pochi minuti che però scorrevano senza fretta, quasi al rallentatore. Ci guardavamo sorridendo, pregustando già le sue prime parole. E queste non si fecero attendere.
Congedandosi dal prete, S. scese le scale con calma parsimoniosa e con uno sguardo diverso: la timidezza e la paura di prima erano stati sostituiti dalla serenità di adesso.
Appena giunta al nostro posto ha detto soltanto: «Mi sento più leggera. . . ».
Poi il sorriso, appena accennato, ha lasciato il posto ad una serietà ispirata; un abbraccio a mamma e papà e una stretta di mano.
Ognuno a modo suo, nel silenzio del momento, si è sentito in dovere di ringraziare Qualcuno per questo dono ricevuto.

 

Pronti? Si parte!

È iniziato, a metà gennaio, il cammino catechistico dei bambini di prima elementare.
Accompagnati chi dai genitori, chi dai nonni, con un po’ di timidezza mista a curiosità, hanno conosciuto la propria catechista che con l’aiuto della famiglia, dei sacerdoti e della comunità, li seguirà in questo percorso che li porterà a diventare “Amici di Gesù”.
In questi primi incontri di catechesi, visto l’entusiasmo e la partecipazione, si è potuto notare che i bambini hanno preso sul serio quanto fino ad ora è stato loro proposto.
Continuiamo così, teniamoli per mano lungo il cammino che conduce ad un’unica Via: Gesù, il nostro più Grande Amico.
Buon cammino a tutti!!!! 

le catechiste di 1a elem



"niente paura"


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