L’acqua è un elemento tra i più preziosi che Dio ha dato al genere umano per i suoi bisogni naturali e per l’ambiente in cui vive ed opera e che gli fa da supporto nelle varie necessità quotidiane. Il pianeta Terra è formato da tre parti d’acqua e una soltanto da struttura solida.
Sa bene l’importanza dell’acqua l’assetato che passa i suoi giorni nel deserto o chi per situazioni belliche è privato della libertà di poter bere. La mancanza di cibo consente di sopravvivere per molto tempo; quella dell’acqua porta in breve ad una sicura morte.
Il liquido marino, lacustre o fluviale sarebbe sufficiente per tutti, ma è mal utilizzato per l’incuria umana. Tutto il mondo occidentale, ricco d’acqua, spesso la spreca o ne fa un uso scriteriato. L’Africa e le zone più povere del pianeta, invece, sono costrette ad abbeverarsi in pozze maleodoranti e inquinate, quando possono trovarle! Non è detto che in quei luoghi manchino i grandi fiumi o i laghi, ma sono scarsamente accessibili e spesso infestati da animali pericolosi, anch’essi bisognosi di bere.
Vi sono quindi due situazioni opposte: nei cosiddetti paesi evoluti e industrializzati si è sviluppata una civiltà in continua crescita, protesa verso nuove conoscenze e possibilità; nei paesi del terzo mondo la vita sembra invece restata ferma ai secoli addietro. Le popolazioni bianche, sentendosi potenti e dominanti, spesso hanno depredato quelle di colore, sottomettendole ai loro ordini e interessi.
Ora molti ‘extracomunitari’, a causa di feroci guerre tribali e tanta povertà, scappano dai loro paesi per venire in Occidente, anche in Italia, dove pensano di trovare un lavoro e un ambiente ospitale. Ma, purtroppo, anche qui c’è la crisi produttiva e la carenza di occupazione colpisce anche i nostri giovani, laureati e diplomati, costretti ad un’affannosa ricerca di inserimento nell’attività lavorativa.
Forse è allora il caso di invertire le nostre posizioni: chi ha cuore sensibile e aperto alla carità (e per fortuna sono in molti!) potrebbe spostarsi nelle località più povere del Pianeta, là da dove provengono quelli che scappano dalla miseria e là insegnare, ad esempio, a scavare pozzi, incanalare acque, dissodare e rendere produttive terre potenzialmente fertilissime.
Qualche economista afferma che non bisogna offrire il pesce al povero, ma consegnargli una canna da pesca: questa potrebbe essere la giusta soluzione!

M. B.


"niente paura"


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