Con l’arrivo dell’estate sembra finisca un percorso e invece per una parrocchia ne inizia subito una altro con le attività estive: grest, campiscuola, tornei, campiscout, uscite. . .

L’estate diventa una fucina di attività in parrocchia e fuori per impegnare i ragazzi.

Obiettivo finale è quello di sapersi misurare, educarli all’impegno, all’imparare facendo, a stare insieme, a condividere esperienze diverse non legate ai banchi o alle attività prettamente scolastiche.

Mi sto accorgendo di una cosa: la parrocchia vive tutto questo facendo appello al volontariato (gli adolescenti e giovani universitari, i nonni, le persone in pensione, le mamme casalinghe), ma diventa sempre più difficile trovare persone disponibili.

Gli universitari sono impegnati nel preparare gli esami, i ragazzi delle superiori cercano un lavoretto retribuiti o fanno lo stage, i nonni sono impegnati con i nipoti, le mamme spesso hanno anziani in casa o sono nonni-giovani.

Crescono invece sempre più strutture e agenzie che si organizzano chiedendo, giustamente anche impegni di spesa.

Centri estivi, luoghi di accoglienza per bambini, attività sportive in piscina, campi da tennis, di calcio stanno diventando LAVORO, possibilità di lavoro.

Uno dei nuovi lavori, stagionali e a volte anche annuali che da una parte impegnano bambini e ragazzi e garantiscono una attività e una custodia dei figli per i genitori impegnati al lavoro.

Come dovrà regolarsi la parrocchia? Spesso le strutture non sono adeguate o sufficienti per accogliere tanti ragazzi contemporaneamente.

Spesso le persone sono troppo giovani per prendersi la responsabilità dei più piccoli, e le motivazioni di persone esterne non sono spesso animate dal « lo faccio perché voglio bene ai bambini e vorrei vivessero la bella esperienza che io ho vissuto alla loro età », anzi rischiano di essere motivate solo da un compenso economico.

Di qui la difficoltà di trovare persone adatte per fare e vivere le attività con i ragazzi, appassionate, che si vogliono divertire e far divertire.

Parolacce, scherzi pesanti, ordini imperiosi non può essere uno stile educativo dentro un centro estivo parrocchiale e/o privato! Come parroco ed educatore cerco di vigilare, ma vedo sempre più difficoltà in questo settore ed attività.

Mi sono detto, magari qualcuno mi dà qualche consiglio o suggerimento in positivo? Chissà? Intanto auguro buone vacanze a tutti, anche e soprattutto a chi attende quelle 2, 3 settimane per staccare un po’ la spina e riprendere un po’ di fiato e di ricarica! La spiaggia e il mare, il lago, i monti sappiano fare la loro parte.

Cordialmente

Don Gilberto


"niente paura"


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